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Petardi e slogan per Hannoun, poi bombe carta sulla polizia: antagonisti allo scontro a Milano

Un migliaio di manifestanti hanno sfilato per le vie di Milano per protestare contro le Olimpiadi e la presenza di Israele ai Giochi. Poi le tensioni e gli scontri sulla rampa della tangenziale: 6 fermi

Petardi e slogan per Hannoun, poi bombe carta sulla polizia: antagonisti allo scontro a Milano
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Gli antagonisti a Milano hanno sfilato per una “manifestazione nazionale” contro le Olimpiadi e contro l’Ice: appuntamento in piazzale Medaglie d’Oro, a Porta Romana, dietro lo striscione “Riprendiamoci le città liberiamo le nostre montagne”, firmato dal "Comitato insostenibili Olimpiadi" che ha organizzato le “Utopiadi”. Da venerdì, infatti, gli antagonisti hanno occupato il PalaSharp di Milano, palazzetto da tempo in disuso, per la contromanifestazione dei centri sociali. Secondo fonti ufficiali ci sono un migliaio di persone in manifestazione a Milano, per un corteo che ha visto la presenza di diverse anime, inclusa quella dei pro Pal che chiedono contestualmente l’esclusione di Israele dai Giochi Olimpici e la liberazione dei predicatori delle manifestazioni di questi mesi, incluso Mohammad Hannoun.

Nel punto in cui il corteo è passato più vicino al Villaggio Olimpico che ospita gli atleti di Milano-Cortina, una parte dei manifestanti si è fermato sul ponte di Scalo Romana poco prima del passaggio del treno e da qui sono stati srotolati degli striscioni con scritto "Binary is for the train" e "Go trans athletes" lamentando l'esclusione di atleti transgender alle competizioni. Ma non solo, perché con alcuni lanciarazzi artigianali sono stati sparati dei fuochi d’artificio sui binari poco prima che passasse un treno, insieme a qualche fumogento. L’azione è stata compiuta da soggetti che indossavano dei balaclava rosa, che coprivano completamente il volto, ed è stata rivendicata da Non una di meno, che ha preso parte con centri sociali e realtà antagoniste alla manifestazione.

Il Villaggio Olimpico è stato presidiato in maniera massiccia dalle forze dell’ordine per evitare intrusioni e invasioni che si sarebbero potute dimostrare pericolose: in supporto sono stati posizionati anche gli alari e i blindati, compreso l’idrante per eventuali tentativi di forza. Un gruppo nel frattempo ha “assaltato” il mercato comunale del Corvetto, utilizzando una scala per salire sul tetto della struttura in disuso dove sono stati messi degli striscioni ma la manifestazione fino a che il sole non è tramontato è stata tranquilla. Quando il corteo si è avvicinato alla tangenziale la sua composizione è cambiata integralmente ed è iniziata una fitta pioggia di materiale pirotecnico contro le forze dell’ordine, oltre che di bombe carta, schierate per impedire il passaggio dei manifestanti. La polizia, dopo aver attivato gli idranti, ha avanzato per fermare il corteo che proseguiva con i lanciarazzi, attuando una carica di alleggerimento per interrompere l’inerzia. Sono stati effettuati dei fermi, pare almeno sei, per procedere con l’identificazione.

Dopo aver fallito il blocco della tangenziale, i manifestanti hanno ripiegato seguiti a vista da un

imponente schieramento di forze dell’ordine in direzione di piazzale Bologna. L'invito al megafono è ''di farsi sentire contro il governo, Meloni e Piantedosi''. La manifestazione si è poi esaurita senza ulteriori scontri.

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