Biasotti non crede al patto «impossibile» tra Udc e Burlando

Biasotti non crede al patto «impossibile» tra Udc e Burlando

(...) Adesso arriva una nuova presa di posizione. Sempre di un diretto interessato, di Sandro Biasotti. «Non esiste alcun accordo stipulato tra la coalizione di sinistra, guidata da Claudio Burlando, e l’Udc - spiega il candidato dell’Udc -. Le dichiarazioni rilasciate da Burlando al quotidiano comunista “Il Manifesto”, mai smentite dall’interessato, sono l’elaborazione di un desiderio e nulla più. Rappresentano l’ennesimo tentativo maldestro di fare propaganda elettorale, da parte di chi si trova in evidente affanno. In realtà la situazione è molto diversa, come mi è stato confermato attraverso contatti ai massimi livelli tra Pdl e Udc. Io stesso ho parlato con gli amici dell’Udc, sia in Liguria sia a livello nazionale, avendo conferma che le dichiarazioni di Burlando sono l’ennesima bugia elettorale».
Il problema si sposta appunto sui famosi «principi» etici. E sulla credibilità di questo sinistra-centro di Burlando. «Con l’Udc ci legano valori cattolici, di solidarietà, di difesa della famiglia - ribadisce Biasotti -. Per questo concordo con Rosario Monteleone, quando afferma di essere interessato a discutere di programmi e non di poltrone. Sono convinto che discutere con noi di scuola privata, di oratori, di servizi per le famiglie, sia per l’Udc molto più naturale che parlarne con Nesci o Burlando, che si sono distinti per politiche anti cattoliche. In ogni caso, a differenza di quanto ha fatto Burlando con le sue dichiarazioni, non intendo forzare la mano a nessuno e soprattutto dire bugie. All’Udc faccio gli auguri per il congresso nazionale che li vedrà impegnati a Chianciano, ribadendo la mia disponibilità a confrontarmi con loro sui temi che ci accomunano da sempre».
E, tanto per ricordare i fatti, l’ex governatore ribadisce: «Su oratori e buoni scuola oggi Burlando fa propaganda, io avevo fatto le leggi e dato i finanziamenti. È stata questa maggioranza, nel 2006, a bloccare il buono scuola che noi avevamo finanziato». I giochi, soprattutto avendo a che fare con l’Udc, sono più che mai aperti.