Il bidello ucciso L’amante ucraina basista dei killer

CasertaÈ stata probabilmente una banda di cittadini ucraini a uccidere il bidello 50enne Bartolomeo Casparrino, pestato a morte nella sua abitazione di Vairano Patenora, nel Casertano, per 5mila euro. La pista della banda è quella seguita dai carabinieri di Capua che stanno indagando sull’omicidio e che ormai sembrano aver scartato l’ipotesi che ad ammazzare l’uomo siano stati pregiudicati locali. Dopo gli interrogatori cui sono stati sottoposti la madre della vittima e alcuni amici, gli investigatori propendono per un colpo di extracomunitari. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, l’uomo avrebbe avuto un legame affettivo conflittuale con una donna ucraina, sospettata di essere la mandante degli uomini che hanno fatto irruzione nella casa di Casparrino intimandolo di consegnargli un presunto «tesoro». Il bidello è stato aggredito e soffocato con un cuscino. Un altro elemento che va a confermare la pista ucraina è l’abitudine della vittima di conservare il proprio stipendio in un baule che teneva nella propria stanza, un segreto di cui erano a conoscenza la madre e pochi altri intimi, tra cui la compagna. Una presunta complicità ulteriormente testimoniata dall’ingresso dei balordi avvenuta attraverso la botola situata sul tetto della residenza che soltanto persone che avevano frequentato a lungo la casa potevano conoscere. Casparrino è descritto dai vicini come un uomo riservato che non permetteva a molte persone di entrare nella propria dimora. Motivo per cui cadrebbero le ipotesi messe in campo dagli inquirenti dopo l’omicidio e che, tramite le dichiarazioni della madre, cercavano persone del posto. La donna aveva sentito parlare in italiano ma la frase pronunciata dai malviventi è stata una sola: «Dacci i soldi», una minaccia che anche gli ucraini possono avere rivolto alla vittima senza far notare alcuna cadenza.

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