Al Blue Note la voce di Diane Shuur, regina jazz

Il suo modello è Dinah Washington e si sente, perché Diane Schuur cambia repertorio con estrema facilità e con un estensione vocale di incredibile ampiezza (quattro ottave). Chi la conosce la ama a scatola chiusa; chi non la segue può colmare questa lacuna con i sette concerti - venerdì e sabato doppio show - in scena da stasera a sabato al Blue Note, dove Diane è ormai un habituè. Cantante-pianista non vedente ma vulcanica, la Schuur ha una storia artistica e un curriculum estremamente variegati e trasversali. Canta il blues, il gospel, il jazz, tracima nella ballata pop e languida, s’avvicina al soul con personalità e gusto dell’interpretazione ma soprattutto con tecnica e potenza sopraffina (tanto che qualcuno l’ha paragonata, esageratamente, a Sarah Vaughan e Anita O’ Day). Ha comunque collaborato con artisti del calibro di Quincy Jones, Dizzy Gillespie, Ray Charles, Maynard Ferguson, Stan Getz. Fu proprio Getz a lanciarla dopo aver ascoltato una sua splendida esibizione al Monterey Jazz festival del 1979 (eseguì una commovente versione del gospel Amazing Grace) anche se in precedenza vanta già collaborazioni con orchestre come quella di Thad Jones e Mel Lewis. «La cecità mi ha dato quella sensibilità in più per cantare il jazz come Dio comanda - dice -; volevo dedicarmi alla lirica ma la musica nera mi ha preso per mano e mi è entrata nell’anima. Da bambina ho cantato persino la musica country ma il mio destino mi ha portato nel cuore del jazz, la musica che sento più mia».

Nonostante le numerose deviazioni dalla strada maestra del jazz (e le esibizioni dove mostra più tecnica che anima) Diane è un’artista di grande esuberanza, da gustare soprattutto dal vivo, anche se la sua carriera è costellata di album che arrivano in vetta alle classifiche di Billboard e si accaparrano un paio di Grammy; dai primi dischi negli anni ’80 con Stan Getz tra cui Deedles (che è il suo soprannome), Schuur Thing e Timeless al prezioso Heart to Heart in coppia con B.B.King (al primo posto per lungo tempo nelle hit di Billboard) fino al più recente Some Other Times. Speriamo che al Blue Note sia caricata e non troppo incline alla ballad di maniera che strappa l’applauso facile. i

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