Bocchino e Alfano trattano. E le loro auto blu bloccano il traffico

RomaTraffico in tilt, clacson all’impazzata e auto blu ferme in terza fila con i lampeggianti accesi sul lungotevere dei Mellini all’incrocio con via Vittoria Colonna. Ma dal groviglio di auto, motorini e bus dell’Atac sul Ponte Cavour, all’interno dello storico bar Ruschena i rumori giungono ovattati. A un tavolo sono seduti il ministro della giustizia Angelino Alfano e il braccio destro di Fini Italo Bocchino. Nel sorseggiare il caffè, si parla della strategia per consentire al governo di portare al termine la legislatura senza scossoni giudiziari. I due si trovano d’accordo sull’iter da seguire: si accelera al massimo sul Lodo Alfano costituzionale affinché venga approvato entro dicembre, in prima lettura, o da una Camera o da entrambi i rami del Parlamento. Poi si chiede alla Consulta, magari attraverso l’Avvocatura, di rinviare la pronuncia sul legittimo impedimento, prevista per metà dicembre. Motivo: il legislatore sta per mettere a punto il Lodo Alfano, cioè il ddl che costituzionalizza la norma sul legittimo impedimento, pertanto potrebbe risultare singolare che i rappresentanti della Suprema Corte anticipino le volontà del Parlamento. Dal presidente dei deputati di Fli sarebbe arrivato un sostanziale via libera su questa ipotesi. Lo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini, del resto, sul punto è sempre stato chiaro: «sì» a uno scudo che consenta al premier di governare, «no» a provvedimenti ad personam. Grazie all’«ok» di Futuro e Libertà, i tempi di approvazione del Lodo Alfano si calcola che potrebbero essere molto ridotti. Ed è su questo che ora puntano i tecnici del Pdl: riuscire ad approvare il provvedimento almeno in una delle due Camere prima del 14 dicembre, data in cui la Corte costituzionale dovrebbe pronunciarsi sul ricorso presentato dai magistrati di Milano contro il ddl sul legittimo impedimento.

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