Bologna, la "prefetta" di ferro che rende superfluo il sindaco

Anna Maria Cancellieri ha commissariato il Comune dopo lo scandalo hot di Delbono. In tre mesi ha convinto tutti. E qualcuno vuole candidarla alle elezioni 2011

Bologna, la "prefetta" di ferro  
che rende superfluo il sindaco

Antonella Zangaro

Bologna - Alle celebrazioni del 2 giugno con la fascia tricolore anche se non ha vinto le elezioni. Anna Maria Cancellieri, ex prefetto, oggi commissario straordinario di Bologna, è riuscita nell’ardua impresa di far digerire alla città la doccia fredda del lungo commissariamento. È arrivata in treno da Milano il 18 febbraio scorso e nel giro di tre mesi ha convertito la diffidenza con cui è stata accolta in armoniosa convivenza.

Il giorno in cui metteva piede in città, Flavio Delbono (il sindaco dimissionario schiacciato dal peso del sex-gate) passava quasi sette ore in Procura per raccontare dei viaggi con l’ex segretaria-amante spacciati per missioni istituzionali per conto della Regione. L’aria sotto le Due Torri era irrespirabile. Lei, che nel frattempo era già stata ribattezzata Lady di ferro, non ha negato udienza a nessuno, anzi è stata tanto accogliente da trascorrere i primi giorni bolognesi affrontando la lunga, interminabile processione della politica che, rimasta chiusa fuori, bussava alla porta del Palazzo.

Ripensandoci non vuole ammetterlo ma se per lei si trattava di «capire i problemi rimasti in sospeso», per gli altri incombeva la campagna elettorale delle regionali. «Prima c’erano molte richieste - ammette - adesso è più semplice e si svolge tutto con più calma». Di fatto, lady Cancellieri ha ascoltato tutti ma poi ha sempre tirato dritto, «semplicemente applicando il regolamento approvato» spiega ragionevole. A mani libere, però, senza le logiche della politica, sembra tutto più facile. È così che da «corpo estraneo» inviato dal ministro Roberto Maroni in una città ferita nell’orgoglio, la commissaria è diventata una figura rassicurante, quasi una Mary Poppins con una borsa di soluzioni per ogni problema. Tutto tanto lineare da spingere molti a immaginare Anna Maria Cancellieri candidata vittoriosa delle amministrative 2011.

La diretta interessata non vuole neanche sentirne parlare e respinge ipotesi di ogni colore. Di più, dalla politica tiene sempre una certa distanza: «Sono arrivata con l’intenzione di lavorare per Bologna – racconta – ho rapporti eccellenti con parlamentari e politici locali anche se qualcuno continua a fare un caso su fatti che non lo sono». Tanto per parlarsi chiaro: «Se ci sono cose delicate, è giusto che io ascolti. Ma non sarò condizionata nel fare le mie scelte».
A dire il vero, qualche rintuzzata dal Pd arriva a ribadire una storia quasi ininterrotta di sessant’anni di governo. Lei si accende un po’: «Fatemi lavorare», poi puntualizza «quanno ce vò ce vò». È il cuore capitolino che parla; «Milano è la mia città d’adozione dal ’70 – racconta - ma quando uno è romano è romano per la vita». L’ex prefetto con un debole per la cultura e una comprovata inclinazione alla conciliazione oggi inanella una serie di risultati che vanno già oltre la gestione dell’ordinaria amministrazione. Anna Maria Cancellieri riporta l’ordine e il decoro cancellando il degrado dalle facciate, il «rosso Bologna» torna a far capolino sui muri del centro. L’unica pecca confessata, insomma, nell’idillio scoppiato con la città, strappa un sorriso. Appena arrivata a Bologna ha elogiato i tortellini.

«In tre mesi a Parma (nel 1994, dopo le dimissioni del sindaco Lavaggetto) avevo messo su cinque chili. Qua andiamo anche peggio». Ogni mattina si ritaglia venti minuti di passeggiata «ma non basta». E quando le domandiamo se incontrandola per strada oggi cominciano a riconoscerla, lei annuisce: «Eh, cicciona come sono non passo inosservata». «Possiamo scriverlo?» le domandiamo. L’ultimo sorriso è un sì, fiero e conciliante.

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