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Diretta | Dazi e Groenlandia affondano le borse: cosa succede sui mercati

Le minacce di nuovi dazi Usa sulla Groenlandia scuotono mercati e diplomazia. Berlino e Ue parlano di escalation inaccettabile e preparano contromisure, mentre le Borse europee crollano

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La crisi sulla Groenlandia si trasforma in un nuovo fronte di tensione tra Stati Uniti ed Europa.

Le minacce di dazi annunciate dal presidente americano Donald Trump provocano reazioni dure da Berlino e da Bruxelles, che parlano di escalation inaccettabile e si dicono pronte a rispondere con contromisure. I mercati finanziari reagiscono con forti vendite, penalizzando auto, lusso e tecnologia, mentre cresce il timore di una guerra commerciale dalle conseguenze economiche e politiche globali.

Berlino, minacce dazi inaccettabili, pronte contromisure

Le minacce di dazi non sono accettabili perché comportano sempre il rischio di un’escalation che finisce per danneggiare la popolazione. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda in conferenza stampa. “Ho detto che le minacce di dazi non sono utili e che portano sempre con sé il pericolo di un’escalation. Un’escalation sul tema dei dazi va di norma a scapito della popolazione, da qualunque parte essa si trovi”, ha affermato Kornelius. “Credo che nessuna parte abbia interesse a ridurre la propria capacità economica e a gravare ulteriormente su bilanci pubblici già sotto pressione, così come sulla forza economica di un Paese”. Secondo il portavoce, “in questo senso le minacce di dazi, anche da parte del presidente degli Stati Uniti, non sono accettabili”. Kornelius ha aggiunto che tali annunci rappresentano già un’escalation nel conflitto commerciale: “Si tratta di un conflitto commerciale nel quale, come detto, non può esserci alcun vincitore”. Berlino e l'Ue, ha proseguito, sono tuttavia pronte a reagire: “Siamo determinati a rispondere con contromisure efficaci, inclusi controdazi. Prepareremo anche ulteriori misure di politica economica, se necessario, anche a partire da febbraio”. Su questo punto, ha sottolineato, “vi è una grande unità tra gli Stati membri dell’Unione europea”. Il portavoce ha ribadito l’importanza di una posizione compatta dell’Ue: “È importante che l’Unione europea si presenti in modo molto unito su queste questioni”. A questo obiettivo, ha spiegato, servirà anche il Consiglio europeo straordinario convocato per questa settimana, nel corso del quale “saranno formulate le necessarie indicazioni politiche e avrà luogo una dimostrazione di unità”. Kornelius ha infine affermato che la Commissione europea proseguirà sulla linea già tracciata sabato dalla presidente Ursula von der Leyen e avvierà “un dialogo intenso” con gli Stati Uniti. “In questo processo facciamo tutti affidamento sul senso di responsabilità anche degli Stati Uniti, proprio per evitare una simile escalation”, ha concluso.

Borsa: l'Europa resta in tensione, Milano -1,5%

e Borse europee proseguono in tensione mentre si guarda agli sviluppi delle tensioni Usa-Ue, dopo l'annuncio di Trump di dazi per i Paesi che hanno inviato contingenti in Groenlandia. Nel Vecchio continente a pagare il conto sono principalmente il lusso, le auto e il settore tecnologico. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute, con l'euro che sale a 1,1628 e la sterlina a 1,3409 sul biglietto verde. L'indice stoxx 600 è in calo dell'1,3%. In flessione Milano e Parigi (-1,5%), Francoforte (-1,4%), Madrid (-0,8%) e Londra (-0,5%). I principali listini sono appesantiti da settore tecnologico (-2,8%), dal lusso (-3,4%) e dalle auto (-2,8%). Seduta negativa anche per l'energia (-1%), con il prezzo del petrolio in calo. Il Wti scende dello 0,7% a 59,02 dollari al barile, il Brent si attesta a 63,79 dollari (-0,5%). Deboli anche le utility (-0,7%), in linea con il prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 7% a 34,28 euro al megawattora. Prosegue la corsa dell'oro che si muove sopra la parità a 4.664 dollari l'oncia. Poco variato l'argento a 93,12 dollari. Senza particolari movimenti i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 63 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,46%. A Piazza Affari scivolano Stm (-4,9%) e Amplifon (-4,4%). Vendite anche su Cucinelli (-2,7%), Prysmian e Ferrari (-2,4%). In controtendenza Leonardo (+2,2%). Acquisti su Inwit (+1,1%) e Mps (+0,5%). 

Media, la Danimarca rinforza il numero dei suoi soldati in Groenlandia

Un rinforzo di soldati danesi sta partendo per la Groenlandia, lo riporta la Tv2 danese. Secondo quanto riportato dall'emittente, sull'isola sarebbero già arrivati 100 soldati per prendere parte all'operazione Nato 'Arctic Endurancè ma ora si tratterebbe di "un sostanziale numero" che arriverà all'aeroporto di Kangerlussuaq, a circa un ora di volo a nord da Nuuk. Il Maggiore generale comandante in capo dell'esercito danese Peter Boysen è tra le persone che arriveranno in Groenlandia.

Borsa: Milano sempre in calo con tensioni su dazi, Ftse Mib -1,63%

Le tensioni internazionali legate alla Groenlandia, con la minaccia di nuovi dazi avanzata dal presidente statunitense Donald Trump, mantengono negativo l'andamento della Borsa di Milano, in linea con i principali listini europei. Il Ftse Mib cede a circa metà seduta l'1,67% a 45.032,67 punti. Tra i maggiori ribassi Stm (-4,81%), Amplifon (-4,21%), Ferrari (-2,67%) e Brunello Cucinelli (-2,54%). In rialzo invece Leonardo (+2,51%), Inwit (+0,68%), Hera (+0,09%) e Mps (+0,06%).

Groenlandia: Costa convoca vertice straordinario leader Ue giovedì 22

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha convocato per giovedì 22 gennaio alle ore 19:00 una riunione speciale del Consiglio europeo sulle relazioni transatlantiche. Lo conferma la portavoce del presidente.

Borsa: l'Europa in calo, peggiora Milano -1,8%

Le Borse europee proseguono in calo, con le tensioni tra Stati Uniti e Ue dopo l'annuncio di Trump di nuovi dazi legati alla vicenda della Groenlandia. Nel Vecchio continente sono in tensione le auto, il lusso e i tecnologici. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute. L'Euro sale a 1,1623 sul biglietto verde. L'indice stoxx 600 cede l'1,3%. Peggiora Milano (-1,8%). Male anche Parigi (-1,5%), Francoforte (-1,4%), Madrid (-0,9%) e Londra (-0,6%). Tra i settori maggiormente colpiti il lusso (-3,3%), le auto (-3%) e i tecnologici (-2,5%). Sul fronte dell'energia il petrolio è ancora in calo. Il Wti scende a 59,10 dollari al barile (-0,6%) e il Brent a 63,66 dollari. Scivola il gas a 33,95 euro al megawattora (-7,8%). Non si arresta la corsa dell'oro che guadagna l'1,4% a 4.665 dollari all'oncia e l'argento a 93,20 dollari (+2,9%).

Borsa: i dazi di Trump mettono in tensione chip, auto e lusso

Gli annunciati dazi di Donald Trump nei confronti dei Paesi europei che hanno inviato contingenti in Groenlandia stanno creando tensioni in Borsa. Tra i principali listini del Vecchio continente si registra un forte calo per il settore del lusso (-3,3%), dove Adidas lascia sul terreno il 3,8%, Hermes (-3%), Richemont (-3,5%), Lvmh (-3,9%), Kering (-2,8%), Cucinelli (-2,7%) e Moncler (-2%). Male anche i comparto delle auto (-3%), con Bmw (-4,8%), Porsche (-4%), Volkswagen (-3,3%), Mercedes (-3,7%), Ferrari (-2,7%), Renault (-2,2%) e Stellantis (-1,6%). Vendite anche per i tecnologici (-2,5%). In flessione Stm (-4,6%), Asml (-2,7%) e Nordic Semiconductor (-2,8%)

Analisti, mercati volatili con un quadro geopolitico schizofrenico

L'annuncio di Donald Trump dei dazi nei confronti dei Paesi che avviano esercitazioni in Groenlandia determina un "quadro geopolitico schizofrenico" e di "imbarbarimento del clima". E' questa la fotografia scattata da analisti finanziari ed economisti dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni. Il fine settimana ci ha regalato un "nuovo episodio del drammatico imbarbarimento del clima geopolitico. La minaccia di Trump (dazi del 10% su otto paesi dall'1 febbraio e del 25% da giugno in assenza di un accordo sul totale e completo passaggio della Groenlandia agli USA sta causando un'apertura dei mercati all'insegna del risk-off", spiegano gli analisti di Mps Market Strategy. Le ramificazioni di questo "sviluppo sono numerose e complesse. La principale è quale sarà la risposta dell'Ue. Diverse opzioni sono sul tavolo: rispolverare la lista di beni (93 miliardi) di export Usa da sottoporre a dazi preparata dopo il Liberation Day, utilizzo dell'anti-coercion instrument), la cui attivazione richiede però un processo lungo e complicato. Con i mercati americani chiusi oggi per il Martin Luther King Day, si guardano brent, oro e argento per le eventuali reazioni al continuo deterioramento del contesto geopolitico dopo le ultime notizie del fine settimana che riguardano principalmente la Groenlandia".

La questione geopolitica ritorna centrale alle "dinamiche macroeconomiche, questa volta con le potenziali distorsioni che arrivano da un mix di politica estera ed interna", spiega Luca Simoncelli, Investment strategist di Invesco. "L'annuncio dei dazi da parte di Trump - aggiunge - e l'Europa che valuta le contromisure segnano un "punto di svolta nelle relazioni transatlantiche, con i governi europei che si preparano a una risposta unitaria, rafforzando potenzialmente la coesione in materia di politica commerciale. Il potenziale contraccolpo sulle esportazioni determina un aumento di volatilità sui mercati, proprio alle porte di una stagione degli utili aziendali che sta iniziando in maniera convincente". L'apertura del 2026 ci consegna un "quadro che definire schizofrenico sarebbe un eufemismo, una dissonanza cognitiva dove il frastuono dei titoli di giornale si scontra con l'assordante silenzio della volatilità sui mercati azionari", sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro. Gli operatori, che fino a ieri sembravano ossessionati dalla caccia alla bolla dell'intelligenza artificiale, hanno "bruscamente - prosegue - spostato l'attenzione. Il nuovo fronte non è più una disputa commerciale classica sui sussidi o sull'acciaio, ma si chiama Groenlandia. La mossa di Trump segna un salto di qualità brutale, l'uso delle tariffe come strumento di annessione territoriale su un alleato storico"

Groenlandia: su tavolo ministri Ecofin anche minacce Trump

"Non escluderei una discussione" da parte dei ministri dell'Economia in merito alle ultime minacce del presidente Usa, Donald Trump, sulla Groenlandia ed eventuali risposte da parte della Ue "domani alla colazione" dell'Ecofin. Lo afferma un'alta fonte diplomatica in vista della riunione di domani. La colazione dell'Ecofin, un momento informale della riunione, "dà l'opportunità al presidente dell'Eurogruppo di fare il punto della situazione sull'esito della riunione" dei ministri dell'area euro, continua la fonte aggiungendo che, tra gli altri argomenti, verrà discusso anche il tema del vicepresidente della Banca centrale europea e altre questioni potrebbero emergere.

Starmer: "Guerra commerciale per la Groenlandia non è nell'interesse di nessuno"

"Una guerra commerciale per la Groenlandia non è nell'interesse di nessuno". Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer durante una conferenza stampa a Downing Street. "Il modo giusto per affrontare una situazione di questa gravità è attraverso una discussione calma tra alleati", ha aggiunto il primo ministro, riferendosi alla crescente tensione tra Europa e Usa dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sull'isola.

Borsa: Milano lima il calo iniziale, scivola Stm

Sulla questione della Groenlandia "bene fa il governo italiano a mantenere un atteggiamento più prudente. Lo ha detto a RTL 102.5 il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, secondo il quale invece "L'onnipresenza, la mania di protagonismo ovunque di Macron, che mi sembra abbia problemi evidenti in patria, qualche dubbio lo solleva". E Bruxelles "non penso possa permettersi di fare il bullo". "Il futuro della Groenlandia è in mano Groenlandesi innanzitutto Maduro era dittatore e non mi sembra che in Groenlandia ci siano dittatori" ha osservato il ministro anche se "l'atteggiamento che io non condivido sia quello secondo cui a un bullo si risponde da bulli. Mi sembra che tutto Bruxelles possa permettersi di fare fuorché atteggiarsi da bullo perché mentre Stati Uniti e Cina si fronteggiano a colpi di innovazione di satelliti di start-up di ricerca, innovano e guardano al futuro e pensano allo spazio, Bruxelles regolamenta e fa gli accordi sul Mercosur facendo arrabbiare gli agricoltori di mezza Europa. Quindi non penso che nessuno possa permettersi di fare il bullo penso che sia più utile per noi, per gli italiani e per gli europei avere istituzioni europee che pensano alla diplomazia, all'accordo al lavoro"

Borsa: l'Europa apre in calo con i dazi Usa per la Groenlandia

Le Borse europee avviano in calo la prima seduta della settimana, dopo l'annuncio di Donald Trump dei dazi per la Groenlandia. Sui mercati torna il clima di nervosismo mentre a Davos si apre il world economic forum. Seduta negativa per Parigi (-1,62%), Francoforte (-1,41%) e Londra (-0,44%)

Borsa: Milano apre in calo dell'1,63%

La Borsa di Milano apre in netto calo, in linea con gli altri listini europei dopo l'annuncio di Trump sui dazi per la Groenlandia. Il primo indice Ftse Mib cede l'1,63% a 45.052 punti. Dopo i primi scambi a Piazza Affari scivolano Campari (-3,8%) e Stellantis (-3,3%). Mostrano i muscoli Leonardo (+2,9%) e Fincantieri (+0,8%).

Borsa: l'Europa verso avvio in calo con i dazi di Trump

L'annuncio di Donald Trump di nuovi dazi per la Groenlandia crea tensione sui mercati con le Borse europee che si avviano verso una seduta in calo. I future dei principali listini del Vecchio continente sono in flessione. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce. L'euro sale a 1,1627 e la sterlina a 1,3398 sul biglietto verde.

Borsa di Tokyo, chiusura in calo (-0,65%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in calo, a fronte dell'inasprirsi delle tensioni diplomatiche tra Unione europea e gli Stati Uniti, dopo le minacce dell'amministrazione Trump sulla possibile annessione della Groenlandia, mentre va avanti la progressiva rivalutazione dello yen. L'indice Nikkei segna una flessione dello 0,65% a quota 53.583,57, con una perdita di 352 punti. Sul mercato valutario la divisa nipponica si rafforza sul dollaro a 157,90, e sull'euro a 183,60.

Borsa: Shanghai apre a -0,27%, Shenzhen a -0,34%

Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio negativo, in attesa della imminente diffusione del Pil del Dragone sia del quarto trimestre sia dell'intero 2025: l'indice Composite di Shanghai cede in avvio lo 0,27%, a 4.090,72 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,34%, a quota 2.677,47. Gli investitori, inoltre, seguono con attenzione anche sviluppi sulle tensioni legate alla Groenlandia, con il presidente americano Donald Trump che ha minacciato ulteriori dazi al 10% contro quei Paesi europei che hanno manifestato opposizione ai piani del tycoon di mettere le mani sull'isola danese.

Borsa: Tokyo, apertura in calo (-1,03%)

La Borsa di Tokyo avvia la prima seduta della settimana col segno meno, in attesa delle indicazioni della crescita in Cina nel quarto trimestre, e l'inasprirsi delle tensioni diplomatiche tra Unione europea e gli Stati Uniti, dopo le minaccie dell'amministrazione Trump sulla possibile annessione della Groenlandia. L'indice Nikkei cede l'1,03% a quota 53.383,16, con una perdita di 553 punti. Sul mercato valutario lo yen continua a rafforzarsi sul dollaro a 157,60, e sull'euro a un livello di 183,20.

Canada valuta l'invio di truppe in Groenlandia per esercitazioni con alleati Nato

l Canada sta valutando di inviare i suoi soldati in Groenlandia per le esercitazioni militari con gli alleati della Nato. Lo riportano i media canadesi citando fonti vicine al governo di Mark Carney. Donald Trump ha minacciato l'imposizione di dazi ai paesi europei che si oppongono all'acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti e hanno inviato truppe sull'isola

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