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I big dribblano la crisi e fanno il pieno di utili

Mediolanum mette il turbo ai margini (+25%). Banca Ifis spinge i ricavi insieme a Illimity. Nexi cresce grazie al business diversificato e Terna conferma gli obiettivi con De Biasio

I big dribblano la crisi e fanno il pieno di utili
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I punti chiave

Mediolanum

L'utile netto di Banca Mediolanum per il primo trimestre del 2026 ha raggiunto 276,2 milioni di euro (+13% rispetto al primo trimestre dello scorso anno). Il margine operativo ha raggiunto 350,1 milioni (+25%). La raccolta netta totale è stata positiva per 3,34 miliardi (-11%). Massimo Doris, l'ad dell'istituto (in foto), ha detto che prevede di chiudere l'anno con un margine di interesse in progresso del 15% circa, al ribasso rispetto al 31% a 236,3 milioni toccati nel primo trimestre, visto che il confronto nei trimestri successivi sarà meno favorevole. «Il calo delle masse gestite e amministrate da Banca Mediolanum nel primo trimestre (pari a 154,37 miliardi, -1%) è dovuto esclusivamente alla performance dei mercati ed è già stato recuperato ad aprile» ha precisato Doris.

Banca Ifis

Banca Ifis, presieduta da Ernesto Fürstenberg Fassio (foto) chiude il primo trimestre con un utile netto di 31 milioni che registra per la prima volta il contributo positivo di Illimity Bank. Sul fronte patrimoniale, il coefficiente Cet1 si attesta al 13,71% al 31 marzo 2026, in linea con gli obiettivi dichiarati. Il margine di intermediazione è pari a 216,4 milioni, sostenuto dal contributo del segmento turnaround e dalle commissioni nette. I ricavi da Npl sono risultati temporaneamente più contenuti, riflettendo il calendario e le caratteristiche delle operazioni di acquisto di portafogli. I costi operativi complessivi di Banca Ifis si attestano a 150 milioni, confermando la disciplina sui costi nonostante l'ampliamento del perimetro con l'ingresso di illimity Bank.

Nexi

Nel primo trimestre del 2026, i ricavi di Nexi si sono attestati a 821,4 milioni di euro (+1% rispetto allo stesso periodo del 2025), impattati come previsto da un confronto anno su anno più difficile a causa degli effetti dei contratti bancari. Lo fa sapere il consiglio di amministrazione guidato da Bernardo Mingrone (in foto), che ha approvato i risultati finanziari al 31 marzo.
L’ebitda è stato pari a 396,5 milioni di euro con una crescita del 2,6% rispetto al primo trimestre del 2025. «I risultati del primo trimestre confermano la solidità e la resilienza del modello diversificato di Nexi, con una crescita robusta, redditività e generazione di cassa, che ci hanno permesso di restituire 1,45 miliardi di euro agli azionisti, incluso il dividendo di 350 milioni di euro di quest’anno» ha raccontato Mingrone.

Terna

Il consiglio di amministrazione di Terna, riunitosi ieri sotto la presidenza di Igor De Biasio (in foto), ha approvato i ricavi del primo trimestre del 2026, pari a 988,7 milioni di euro, registrano un aumento di 86,9 milioni (+9,6%) rispetto al corrispondente periodo del 2025. L'utile netto del periodo e pari a 276,5 milioni (+0,4%) rispetto ai 275,3 milioni di euro del primo trimestre del 2025. In crescita anche l'ebitda pari a 697,6 milioni (+7,0%).

«Data la forte performance realizzata nei primi tre mesi, confermiamo tutte le guidance per il 2026 comunicata a marzo». Il Gruppo Terna per il 2026 punta a ricavi per 4,41 miliardi di euro, un ebitda pari a 2,93 miliardi e un utile netto pari a 1,12 miliardi di euro.

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