Nuovo D-Day a Piazza Affari. E a questo giro la ruota dei dividendi è composta da ben 71 aziende, 22 delle quali appartenenti al listino principale. Solo per queste ultime l'importo stimato è di oltre 16 miliardi di euro. E, di fatto, il numero di stacchi è di poco inferiore al dividend day dello scorso anno: il 19 maggio, furono 74 le società che assegnarono il loro «premio». Cambia il contesto: questo «super lunedì» dei dividendi arriva in una fase in cui molti investitori internazionali guardano all'Italia soprattutto come mercato che rende - il Ftse Mib vicino a 50mila punti è un unicum degli ultimi 26 anni, dall'euforia delle dotcom - con banche con utili molto alti, assicurazioni solide, utility forti e payout elevati.
Da monitorare sono in particolare i dividendi dei titoli bancari. Distribuiranno la cedola Mps (rendimento lordo del 9,09%), Bper (4,42%) e Intesa (3,26%). L'istituto senese staccherà il dividendo relativo all'esercizio 2025; gli altri due istituti assegneranno il saldo della cedola sul bilancio 2025. Sotto i riflettori Banca Ifis con un rendimento del 10,2%, ma reduce da una correzione dei cosi di Borsa. Un appuntamento chiave quello di oggi per il mondo del credito che nello scenario attuale potrebbe riconsiderare, in futuro, i piani per la distribuzione dei dividendi e quelli per il riacquisto di azioni: entrambi potrebbero essere moderati o ritardati. Secondo Bloomberg, infatti, già nel primo trimestre a causa delle conseguenze economiche del conflitto, gli istituti di credito hanno registrato una flessione del coefficiente di patrimonializzazione, pur restando buona la qualità dei crediti.
Tornando agli stacchi di oggi, Eni distribuirà la quarta tranche del dividendo relativo all'esercizio 2025: 0,27 euro per l'1,15%.
In pagamento anche il dividendo di Inwit, alle prese con le cause giudiziarie contro le disdette ricevute dai suoi principali clienti Fastweb-Vodafone e Tim. La cedola è di 0,554 euro, promessa anche per il prossimo anno, con rendimento del 7,7%. Rendimenti sopra il 4% anche per A2a, Azimut Holding (2 euro), Generali (cedola 1,64 euro), Italgas (0,43 euro), Nexi (0,3) e Unipol (1,12 euro). In campo, poi, Amplifon (0,29 euro), Avio (0,14846 euro), Brunello Cucinelli (1,04 euro), Buzzi (0,70 euro), Diasorin (1,30 euro), FinecoBank (0,79 euro), Lottomatica (0,44 euro), Moncler (1,40 euro), Recordati (1,34 euro), Saipem (0,17 euro) e Tenaris (0,5106 dollari).
A conti fatti, tra i titoli a più alto rendimento a Piazza Affari ci sono le banche, seguite da utility, energetici e assicurazioni. Senza dividendo restano questo giro Stellantis, Tim e Fincantieri. Azionisti ricchi, dunque, ma come ogni dividend day, va ricordato che lo stacco di massa avrà un impatto tecnico dell'1,5% circa sulla Borsa.
Il
prossimo appuntamento in calendario sarà poi il 22 giugno, quando a staccare la cedola saranno Hera (0,16 euro), Leonardo (0,63 euro), Poste (saldo di 0,85 euro), Snam (saldo di 0,1813 euro) e Terna (saldo di 0,277 euro).