Il mercato legge la presenza di Saipem in Medio Oriente come un'opportunità e punta tutto sul titolo che vola a Piazza Affari all'indomani dei conti del primo trimestre, ma soprattutto in seguito alle parole dell'ad Alessandro Puliti (in foto) sul business futuro. Puliti ha spiegato che «non vede al momento un impatto dalla chiusura di Hormuz», e anzi definisce «solida, viva e dinamica» la domanda e le opportunità che arriveranno proprio dall'area oggi colpita dal conflitto. Tanto è bastato agli investitori che hanno ignorato la dichiarazione di un possibile impatto che arriverebbe semmai da un proseguo della guerra fino a giugno: il titolo ha chiuso così a 4,17 euro, in rialzo del 6,45%.
A convincere anche ricavi stabili, e la forte crescita della redditività, con un ebitda in aumento del 24% a 434 milioni, a indicare un miglioramento della gestione operativa e della qualità dell'esecuzione. Il trimestre evidenzia inoltre una solida generazione di cassa, con free cash flow al netto dei lease pari a 199 milioni, e un ulteriore miglioramento della posizione finanziaria netta.
Il portafoglio ordini, intorno ai 30 miliardi, garantisce visibilità sull'attività. Mentre gli ordini acquisiti nel primo trimestre si attestano a 1,7 miliardi, con un'accelerazione attesa a partire dal secondo trimestre.
Nel corso della call con gli analisti, Puliti ha spiegato che «il conflitto in Medio Oriente non ha avuto un impatto negativo significativo sulle nostre performance operative e finanziarie nel primo trimestre. Potremmo iniziare a riscontrare alcuni effetti se lo Stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro la fine di maggio o giugno», ha aggiunto, indicando come periodo critico la finestra tra fine giugno e luglio, in coincidenza con attività di manutenzione che richiedono la movimentazione di componenti da e verso la regione del Golfo. D'altra parte, è probabile addirittura che per Saipem ci sia un ritorno positivo: l'attuale crisi rinforzi ulteriormente l'outlook è già positivo per gli investimenti energetici globali, oltre a richiedere investimenti aggiuntivi necessari per la riparazione di alcune infrastrutture energetiche in Medio Oriente.
Quanto all'attività del progetto Mozambique Lng, «sta procedendo e ci sono quasi 3mila persone al lavoro e presto ne diventeranno 4mila» ha detto Puliti spiegando che «l'attività sta procedendo sia in termini di opere civili che di impiantistica».
Con i conti è stato annunciato anche un
contratto da 150 milioni di dollari da ExxonMobil Guyana Limited per le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione del sistema subsea (infrastruttura per l'estrazione in mare) al largo della Guyana.