Bossi e Calderoli da Bagnasco, prove di pace fra Lega e Cei

RomaProprio nel giorno più difficile del caso Boffo, la Lega entra nei palazzi della Cei: il leader della Lega Umberto Bossi e il ministro Roberto Calderoli sono stati invitati a un’ora di colloquio con il cardinale Angelo Bagnasco, a Roma. Un incontro a sorpresa, che arriva dopo che i leghisti avevano annunciato, nei giorni scorsi, la volontà di aprire un canale diretto con la Chiesa e la volontà di recarsi in Vaticano.
La Lega avrebbe presentato, apprende il Giornale, la richiesta di un incontro con il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, ma è significativo che il primo passo sia stato fatto dalla Cei. Una mano tesa per chiarire le posizioni, al di là delle intemperanze verbali spesso imbarazzanti che hanno caratterizzato l’ultimo periodo. Bossi e Calderoli si sono presentati al cardinale, apparso piuttosto provato dopo la bufera che si è scatenata in questi giorni, per spiegare che la Lega Nord ha radici cattoliche e le rivendica, e per rassicurare la Chiesa che il Carroccio non intende in alcun modo innalzare il livello dello scontro dopo le dichiarazioni delle scorse settimane.
Tema centrale del non breve colloquio, l’immigrazione. Bagnasco ha sostanzialmente ripetuto la posizione da lui già espressa lo scorso 25 maggio, nella prolusione all’assemblea generale della Cei, condivisa in tutto e per tutto anche dalla Santa sede. Alcuni aspetti del ddl sulla sicurezza destano perplessità, e Bagnasco ha manifestato preoccupazione per la pratica dei respingimenti, pur ricordando come essa sia praticata anche da altri Paesi. Il cardinale ha ribadito il valore «incomprimibile» di ogni vita umana, la sua dignità i suoi diritti inalienabili. Citando però anche il valore della legalità e la necessità della lotta ai trafficanti di carne umana, come pure la salvaguardia del diritto d’asilo e la sicurezza dei cittadini. È necessaria «una strategia più ampia e articolata» per far fronte a una sfida epocale come quella delle migrazioni. Un punto importante di sintonia tra le posizioni della Lega e quelle della Cei riguarda la cooperazione internazionale, che deve diventare un caposaldo della politica italiana e anche della politica europea. «Non c’è chi non veda, infatti - aveva detto Bagnasco lo scorso maggio - che solo migliorando le condizioni economiche e sociali del Paesi di origine dei nostri immigrati si può togliere al fenomeno migratorio la propria carica dirompente. Ed è un motivo in più questo perché l’Italia si attivi molto nella riformulazione di quei più giusti meccanismi di governo dell’economia mondiale». Un tema questo che ha trovato sensibili i due esponenti leghisti. È stato anche ricordato che proprio il cardinale Bagnasco aveva già detto con chiarezza come bisognasse evitare il formarsi di «enclave etniche» nelle nostre città, perché così non solo si scongiurano microconflitti diffusi sul territorio, «ma si modifica la percezione che non di rado i connazionali hanno circa la presenza di stranieri».
Il leader del Carroccio e il ministro Calderoni hanno tenuto a sottolineare come la Lega intenda sostenere - come peraltro è già avvenuto - la difesa di quei valori definiti «non negoziabili» da Papa Ratzinger, e che hanno sempre visto i deputati e senatori leghisti tra i più assidui a votare in questo senso. È presto per dire se l’incontro di ieri sia l’inizio di una nuova stagione nei rapporti tra il Carroccio e i vescovi. Ma di certo si tratta di un segnale distensivo.