«Bossi farà i salari territoriali In agricoltura ci sono già»

Alla ripresa dei lavori parlamentari il leader della Lega Umberto Bossi definirà «tempi e modalità» per differenziare i salari su base territoriale. Ne è convinto Luca Zaia, ministro leghista delle Politiche agricole che invita Confindustria e sindacati a non trincerarsi su posizioni di retroguardia: i salari territoriali sono positivamente utilizzati in agricoltura.
Ministro, i salari territoriali sono applicati in campo agricolo.
«Non è una boutade, ma è qualcosa di reale. Basti pensare che il contratto nazionale per i braccianti agricoli - che in Italia sono 365mila - prevede un quadro nazionale e una contrattazione di secondo livello su base provinciale che determina una forbice da un minimo di 1.070 euro fino a un massimo di 1.570. Se consideriamo che la Banca d’Italia ci dice che al Nord la vita costa il 15% in più rispetto al Centro-Sud, allora, in un momento in cui si parla molto di federalismo e di costi standard, penso si possano negoziare gli stipendi su base territoriale».
Ai sindacati vengono i capelli dritti a sentir parlare di «gabbie salariali».
«È la sostanza che conta, non i termini. Tutti i cittadini devono essere messi nelle stesse condizioni. È un atto di civiltà e di riconoscimento dell’autonomia».
Una parte del Pdl non gradisce il progetto.
«Il Sud ha avuto grandi opportunità. E se la Calabria non è in grado di darci i bilanci della sanità, mentre Lazio e Abruzzo sono commissariate non è colpa nostra. A parità di condizioni, se vogliamo definirle pari, c’è chi ha fatto tesoro delle risorse e chi ha sperperato. Non si tratta di fare dispetti al Sud ma di riequilibrare le disarmonie».
Se ai deputati meridionali di centrodestra aggiungiamo anche gli anatemi del governatore siculo Lombardo, il quadro si complica. Perché questo accanimento, secondo lei?
«Perché devono fare il partito del Sud che oggi è ancora il partito siciliano. È un’ipotesi concreta perché Lombardo continua a dirlo. Ne prendiamo atto anche se non è un nostro problema».
In che senso?
«È una visione di lobby del Sud alternativa a quella che noi proponiamo, cioè la valorizzazione delle autonomie locali. Se “il partito del Sud” significa chiedere più soldi a Roma, si compie una scelta non innovativa. Crediamo in un Sud capace di camminare con le proprie gambe perché se si vuole essere protagonisti del territorio, bisogna governare. Altrimenti governa qualcuno dall’esterno».
Dal Pd, Fassino riconosce che «lo strumento c’è ed è la contrattazione aziendale». Una cauta apertura.
«Finora hanno fatto solo opposizione a oltranza, poi le persone si giudicano dalle loro azioni. Questo è un progetto che Umberto Bossi ha tracciato già da Pontida: ha dato la linea sulla contrattazione territoriale. Il problema riguarda i contenuti: se vogliono eccepire sui nomi, non c’è nessun problema».
È un problema che Confindustria si sia schierata contro la differenziazione territoriale insistendo sulla produttività?
«La produttività è un parametro, l’altro deve essere il costo della vita. Per come conosco gli imprenditori - e li conosco bene - posso dire che la loro forza è rappresentata dalla loro forza lavoro qualificata, dunque un imprenditore non è serio se non mette al primo posto il grande valore dei propri dipendenti».
Perché, secondo lei, Confindustria si oppone con tanta forza? Non sarà che il gruppo Fiat teme di veder aumentare i costi negli stabilimenti settentrionali?
«Considero Emma Marcegaglia persona in gamba e intelligente e so che lei ritiene di fondamentale importanza il valore sociale del lavoro. Il fatto che loro rifuggano l’idea è molto probabilmente legato all’evocazione di sistemi per il calcolo dello stipendio in base a una formula scientifica e non meritocratica. Hanno paura di trovarsi in formule ingessate che nulla hanno a che fare con processi meritocratici e territoriali».
Va ricordato che il 70% dei settentrionali è favorevole alle «gabbie salariali». Insomma, gli operai sono con voi.
«Quando sei un dipendente e sai che il tuo salario vale il 15% in meno perché sei al nord del Po, ti senti agevolato se qualcuno ti mette in condizione di avere contratti territoriali. Non possiamo paragonare il Nord con il Sud, ognuno ha la sua specificità. Anche i pasticcieri e i ceramisti siciliani hanno diritto alla contrattazione territoriale».
Come pensate di mettere in pratica la proposta?
«Umberto Bossi al ritorno dalle vacanze darà ai suoi uomini tempi e modalità per costruire questo progetto perché Bossi non ha mai annunciato cose che non ha fatto».

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