Brescia blindata dalla paura Toro rianimato da Rolandinho

Rolando Bianchi c’è, Victor Hugo Mareco e Alessandro Budel invece no. E’ questo il tema dominante del faccia a faccia decisivo che questa sera alle 20,45 al Rigamonti vedrà di fronte un Brescia furente che può accontentarsi del pareggio con qualsiasi punteggio e un altrettanto furente Torino costretto a vincere, le due nobili decadute che in 90 o 120 minuti per gli eventuali supplementari si giocheranno il terzo posto utile per fare compagnia a Lecce e Cesena in serie A. Un match temuto sia a livello sportivo sia a livello di sicurezza, al punto che il prefetto di Brescia Narcisa Brasesco Pace, dopo aver deciso di alzare da 2.126 a 2.400 i biglietti a disposizione dei tifosi granata (la richiesta era di 5.000) ha disposto una tripla cerniera di sicurezza per poter accedere allo stadio. Perché la grande paura è che ai 30 pullman, ai tifosi in treno e con mezzi propri che si muoveranno da Torino, si aggiungano almeno tremila cani sciolti, supporter granata privi di biglietto che affronteranno la trasferta anche perché nel capoluogo piemontese non verrà attivato alcun maxischermo (quello presente in piazza San Carlo resterà spento). Per gli stessi motivi di ordine pubblico anche a Brescia si è deciso di non installare il maxischermo in piazza della Loggia perché c’era il rischio fondato che i tifosi granata senza biglietto si mischiassero a quelli biancoazzurri.
Ecco dunque il primo posto di blocco ai caselli autostradali e alla stazione ferroviaria per convogliare gli ultrà; un secondo in prossimità dei parcheggi nelle vicinanze dello stadio e un terzo, dove passerà solo chi esibirà il biglietto (con un anticipo di almeno due ore, visto che i cancelli saranno aperti alle 17,30), proprio intorno al Rigamonti che sarà anche controllato da un elicottero e dalle tv a circuito interno. Insomma, più che una partita, una grande operazione preventiva di polizia, nella speranza che non si registrino episodi di violenza già verificatisi in passato.
Da parte loro i due allenatori, il bresciano Beppe Iachini e il torinese Stefano Colantuono, gettano acqua sul fuoco delle polemiche, invitando ad abbassare i toni e a pensare solo a giocare al calcio. Anche se non è facile perché chi approderà in A potrà godere di un bonus, derivante dai diritti tv, dal marketing, da abbonamenti e vendita biglietti, di almeno 40 milioni, una cifra che farebbe comodo ai presidenti Luigi Corioni e Urbano Cairo.
Ma sono proprio le assenze reali o mancate a far discutere: quelle confermate di Mareco e Budel elementi indispensabili per difesa e centrocampo, per i quali però non c’era nulla da fare in quanto già diffidati e ammoniti (Budel è stato pure espulso), mentre Rolandinho Bianchi è stato ripescato dalla Corte di giustizia, che ha smentito il giudice sportivo, «perché la tv non fa capire se c’è stata una bestemmia». Con polemiche conseguenti e Mareco che ha chiesto alla Figc l’autorizzazione per adire le vie legali nei confronti del presidente Cairo. Insomma, tanti veleni dei quali si sarebbe volentieri fatto a meno. Al posto dei due squalificati Iachini utilizzerà De Maio e Saumel, confermando Bega e Martinez in difesa; Rispoli-Baiocco-Vass-Zambelli a centrocampo e il duo Possanzini-Caracciolo in fase offensiva. Il granata Colantuono recupera Salgano al fianco di Bianchi, con Scaglia e Gasbarroni come esterni nel ritorno all’abituale 4-4-2, accantonato nell’andata per una squadra a trazione troppo anteriore.

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