Btp e fondi, i ministri non rischiano

Dal "risparmio zero" del sottosegretario Catricalà alla "mini Goldman Sachs" di Moavero

Guardare nei portafogli dei ministri che ieri hanno messo on line la propria situazione patrimoniale in omaggio alla «trasparenza» è, per noi cittadini, un bell’esercizio per molte virtù. La prima è l’umiltà, dato che in molti casi si possono vedere dichiarate proprietà e redditi tali da far impallidire anche chi era convinto di disporre di un buon reddito. La seconda è la speranza, infatti anche ad uno sguardo superficiale alcune di queste dichiarazioni appaiono sciatte e omissive, tanto da far trasparire il sospetto di qualche «dimenticanza».

Quindi se dei ministri rispondono così male a semplici quesiti è lecito sperare che anche per i comuni mortali ci sarà comprensione di fronte al decimale sbagliato nella dichiarazione dei redditi. La terza è la pazienza, dato che abbiamo aspettato mesi per avere queste paginette che a ben guardare potevano essere compilate in pochi minuti. Ora che però tutto è a posto e a disposizione del pubblico cosa si può imparare dalle dichiarazioni dei ministri?
Corrado Passera

Che il Superministro dello Sviluppo economico non fosse uno spiantato lo si sapeva, quindi non devono stupire più di tanto le cifre da capogiro che dichiara. Del resto meglio di lui (come redditi) hanno sicuramente fatto altri banchieri che avevano fatto peggio di lui (come gestione della banca che dirigevano). Viene se mai da chiedersi a che titolo questi milioni siano stati assegnati ai manager che hanno praticamente azzerato il valore delle azioni delle banche da loro gestite e ora salvate solo grazie alla liquidità della Bce. Fatto sta che dalla vendita di azioni della «sua» Banca Intesa, se pur ai minimi storici, Passera ha ottenuto liquidità per quasi nove milioni di euro. Va notato che l’intera cifra risulta versata in un «conto di deposito», quindi i risparmi del ministro devono ringraziare il decreto estivo del precedente governo che ha alzato le tasse su tutti i titoli privati di risparmio, abbassando però l’aliquota sui conti bancari, passati dal 27% al 20%.

Sulla cifra accantonata da Passera, si tratta di circa 25mila euro di tasse in meno all’anno. Mica male per un anno in cui quasi tutti pagheranno di più sui propri risparmi. Ovviamente a questi «risparmi» vanno aggiunti 4 milioni e mezzo di euro di assicurazione e fondo pensione complementare che, essendo di solito calcolati come (piccola) frazione dello stipendio ricevuto, fanno ben capire di che entità siano stati i redditi passati del ministro.

Completano il quadro i due alberghi quattro stelle «di famiglia», criticati in passato per una storia di mutui milionari erogati proprio dalla Banca di Passera, fondi parcheggiati poi per alcuni anni a Madeira. Un’ultima annotazione sull’aliquota curiosamente bassa pagata sul reddito dichiarato l’anno scorso: a fronte di oltre tre milioni e mezzo sull’Unico le tasse sono state «solo» meno di 1,4 milioni con un tax rate del 38%.

Antonio Catricalà

Mistero fitto sulla dichiarazione dell’ex responsabile dell’Antitrust e ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per l’anno precedente aveva dichiarato la bellezza di 740mila euro e con ogni probabilità cifre importanti gli erano state corrisposte anche negli anni precedenti. Ebbene, a fronte di tali redditi risultano solo una Mercedes vecchiotta, una bella barchetta sportiva ma di valore e dimensioni contenute (sotto i dieci metri, quindi niente tassa sulla nautica) e 20mila euro di Bot. E il resto? Pur considerando gli appartamenti (di cui uno con mutuo) è curioso che un benestante come il sottosegretario non abbia praticamente risparmi. Quale sarà la causa? Spese poco sobrie, prudenti investimenti in arte o semplice dimenticanza? Attendiamo ulteriori delucidazioni.

Francesco Profumo
Il ministro della Pubblica istruzione, oltre a più prudenti quote di fondi comuni e gestioni patrimoniali affidate all’Unicredit, dove era amministratore delegato il Profumo finora più conosciuto, è uno dei pochi che si avventura nell’investimento «fai da te» in azioni. Non sappiamo a che prezzo le abbia acquistate, tuttavia è probabile che i suoi risparmi, soprattutto allocati in titoli bancari, abbiano subito in pieno i clamorosi ribassi di cui questi titoli sono stati protagonisti negli ultimi anni. Un buon monito per introdurre nelle scuole l’educazione finanziaria.

Giampaolo Di Paola
Il ministro della Difesa invece «difende» anche i suoi cospicui risparmi con le unghie e con i denti. Oltre ad una pensione «provvisoria» di platino superiore ai 300mila euro annui, sfoggia un portafoglio titoli molto prudente (in gergo finanziario si dice, appunto, «difensivo») di circa 1 milione di euro investito soprattutto in obbligazioni e titoli di Stato, con solo una quota minima allocata in azioni.

Annamaria Cancellieri
Al contrario del suo collega alla Difesa il ministro dell’Interno presenta un curioso zero spaccato alla casella degli investimenti mobiliari se si eccettuano poche azioni della Banca popolare di Vicenza. Anche in questo caso, come per Antonio Catricalà, viene da domandarsi cosa mai potrebbe fare un ministro senza risparmi per far fronte a spese impreviste. È ben vero che la Cancellieri possiede qualche appartamento (nota che vale per tutti, sarebbe interessante sapere se gli immobili dichiarati sono stati acquistati o ereditati, quanto sono stati pagati e quando) e qualche terreno, ma se dovesse capitarle di cambiare la cucina di casa o se la sua Toyota Land Cruiser dovesse essere sostituita, non sarebbe molto agevole procurarsi i fondi vendendo le frazioni di terreno agricolo a Palazzolo Acreide di cui dispone. Vero è che a chi dispone del controllo dei servizi segreti non dovrebbero capitare imprevisti, ma la mancanza assoluta di risparmi è un po’ imprudente.

Fabrizio Barca
Ottimo esempio da parte del ministro per la Coesione territoriale che, in nome della coesione, si presenta in comunione dei beni con la moglie portoricana. Bene anche la gestione dei risparmi, ben bilanciati con gli immobili e con obbligazioni e polizze vita. Uno spettacolo dev’essere la sua Renault Kangoo truccata da Formula 1 dato che dichiara la bellezza di 63 cavalli fiscali (per intendersi, la Porsche Carrera del sottosegretario ai Trasporti Ciaccia, correttamente di cavalli fiscali ne dichiara «solo» 40).

Enzo Moavero Milanesi
Il ministro per gli Affari europei tiene anch’egli fede al suo incarico. I suoi risparmi infatti sono investiti in case sia in Italia che a Bruxelles e in una lunga serie di gestioni patrimoniali di banche internazionali tutte diverse (occhio ai costi di gestione!) anche se la maggior parte è affidata all’Ubs e questa è una piccola scivolata: la Svizzera infatti è Europea solo geograficamente, ma è fuori dall’Unione Europea. Non manca una piccola gestione di Goldman Sachs. Per eccesso di zelo poi il ministro ha dichiarato pure i telefoni. Ha l’Ipad (Ahi! Americano) ma si rifà con un europeissimo cellulare Nokia.

Renato Balduzzi
Di sicuro il portafoglio investimenti del ministro è in buona salute e se si prenderà cura della sanità italiana come si prende cura dei propri risparmi si prospettano tempi felici per cliniche e ospedali. Bilanciati gli investimenti immobiliari con proprietà civili e agricole sia in città che in luoghi di villeggiatura e un vasto «giardinetto» titoli assolutamente rispettoso del sano principio della diversificazione, con molti fondi comuni del gruppo Banca Intesa e una più che prudente liquidità di 50mila euro circa per far fronte ad eventuali imprevisti, si spera non di salute.

Piero Gnudi
Il ministro del Turismo era consigliere di amministrazione di una lunga fila di importanti società e quindi dichiarava redditi di tutto rispetto, quasi 2 milioni di euro. Risparmi investiti non si sa con quale fortuna in molti titoli bancari e un gozzo (in apparenza esente al millimetro da tassa sulla nautica). In perfetto accordo con la sua vocazione turistica sorprendentemente non dichiara alcun immobile di proprietà

Paola Severino
Una parola sola: complimenti. Il mega-reddito dichiarato del ministro della Giustizia fa di lei un contribuente assolutamente esemplare, perché su un’imponibile di oltre 7 milioni di euro ha pagato la bellezza di 4 milioni e passa di imposte. Di sicuro per parcelle simili il problema della tariffa minima per gli avvocati non si è posto.

Corrado Clini
Ministro dell’Ambiente con mezza casa, una 500 e altrimenti nullatenente. Più al «verde» di così...

Giuliomaria Terzi di Sant’Agata
Curioso caso quello del ministro degli Esteri ed ex ambasciatore. Per essere un rappresentante all’estero dell’Italia, Terzi (bravissimo ad interagire con il pubblico sui social network come twitter) sfoggia un parco mezzi di trasporto che sembra uno spot all’industria straniera: automobili tedesche e americane e soprattutto una mitica moto Harley Davidson. Viene quasi da rammaricarsi che Monti abbia vietato i regali di valore, perché è probabile che l’industria del motociclo italiana gli avrebbe volentieri fatto dono di un’ottima motocicletta tricolore con la quale impennare davanti alle delegazioni estere.
Twitter: @borghi_claudio

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