Burberry torna a casa Così lo stile british si riscopre di moda

LondraS’è chiusa ieri sera con la sfilata evento di Burberry Prorsum nella piazza d’armi del Chelsea College of Art seguita da una grande festa a Horsferry House, suo nuovo quartier generale di 15mila metri quadrati su otto piani, la London Fashion Week che celebrava i 25 anni. Su una passerella lunga 40 metri il bravo direttore creativo Cristopher Bailey ha mandato in scena la collezione donna per l’estate 2010.
«Burberry è tornata a casa sua, a Westminster, una zona di Londra magnifica e simbolica grazie al Tamigi, al palazzo del Parlamento e al Big Ben», diceva lo stilista che in otto anni ha trasformato lo storico marchio in un brand ricco di glamour.
«Burberry racchiude il carattere della nostra città unendo la gloriosa eredità a uno stile brillante e d’avanguardia», sottolineava il sindaco Boris Johnson gratificato dallo spettacolare ritorno di questo big del lusso che conquistava il pubblico con i suoi «classici modificati»: trench con nodi piani, vestiti e gonne con nodi a cappio, tessuti come gabardine, chiffon e sete da paracadute délavé e una palette di colori che dal miele arrivava all’azzurro opale passando per il verde menta.
I prossimi bestseller della maison? La Burberry Sling Bag con i nodi e le scarpe con zeppa in pelle attorcigliata o intrecciata. Inutile dire che la crisi impone nuove strategie. E alla domanda su cosa rende moderna la capitale britannica non rispondiamo solo con la Regina, David Beckham e il negozio TopShop dove si comprano i vestiti disegnati da Kate Moss, ma anche con il «Rule Britannia», canto della strenua difesa della patria. Da sempre stritolata fra New York e Milano, la fashion week londinese ha chiamato a raccolta i suoi brand storici, e Burberry e Pringle, in primis, hanno lasciato Milano.
È presto per dire se questa sarà una scelta definitiva ma sta di fatto che la volontà di riportare a casa i nomi che contano ha il sapore della riscossa. «Amo Milano come Londra, ma tornare qui è stato molto eccitante» diceva l’altra sera Clare Waight Keller direttore creativo di Pringle, marchio scozzese con una storia di 195 anni, oggi proprietà della famiglia cinese Fang. «Mi sono ispirata alla natura e al fascino delle scogliere scozzesi», annunciava la stilista che ha trasformato twinset e rombi in moda contemporanea presentando alla Saatchi Gallery maglie e mini-dress tricottati come ragnatele e giacche di sapore androgino che piacciono a Tilda Swinton, testimonial della griffe.
Fra gli ospiti dell’esclusivo party dopo défilé, le papesse della stampa internazionale che a qualche italiano facevano dire: «Questi nomi a Milano non li avrebbero mai avuti». Felice l’amministratore delegato Mary-Adair Macaire che sottolineava come il momento induca le aziende del lusso a focalizzarsi sui veri bisogni dei consumatori. «E Pringle li rappresenta attraverso la qualità, l’innovazione e il suo essere senza tempo» dichiarava.
A Londra ha fatto notizia anche l’arrivo di Donatella Versace, ospite della sfilata di Christopher Kane, giovane talento cui è stata affidata la collezione Versus in calendario a Milano. Seduta in prima fila accanto alla potente Anna Wintour, direttore di Vogue America, e alla modella Natalia Vodianova, Donatella applaudiva la freschezza dei seducenti abiti a macro quadretti Vichy versione navy, pink e cioccolato.