Cronache

Burlando sta in piedi con la stampella del Pdl

É un insolita quanto bizzarra alleanza quella che si è creata in consiglio regionale di fronte al dibattito sul progetto della Gronda autostradale del ponente genovese. Un disegno che sconquassa gli scenari e vede il Pd rimanere unica stampella sulla quale può appoggiarsi la giunta guidata da Claudio Burlando. Partito Democratico «costretto» a cercare la sponda di Pdl e Lega Nord sugli ordini del giorno discussi nella seduta monotematica richiesta per affrontare la questione Gronda. La maggioranza si presenta con tre documenti diversi, uno di Italia dei Valori, uno del Pd e l’altro di Verdi e Rifondazione Comunista.
Marcia unita la minoranza che presenta un unico ordine del giorno che ha come primo firmatario Gianni Plinio: «Siamo perché quest’opera si faccia e nel più breve tempo possibile - incalza Plinio -. Studi autorevoli considerano il nodo genovese il più trafficato d’Italia, altamente inquinante, con un’autostrada che si snoda a ridosso delle case. C’era già un piano definito da Biasotti con il beneplacito di tutti anche di mini Marta, ma Burlando è il responsabile del blocco di quell’accordo». Gli fa eco il collega di partito Gabriele Saldo: «La Gronda fu finanziata già 18 anni fa: proprio nel periodo in cui le città italiane si dotavano di nuove infrastrutture, Genova è rimasta indietro, così come tutto l’indotto economico ligure: facciamo il più presto possibile, il centrodestra è pronto a votare qualsiasi provvedimento». «La differenza tra noi e a minoranza è che noi vogliamo fare la Gronda, farla presto ma soprattutto farla bene» ribatte Ubaldo Benvenuti (Pd) che sposa il nuovo tracciato individuato dopo il dibattito pubblico: «E ora sui tempi sfidiamo la legge obiettivo», chiosa il consigliere di maggioranza. Ma spostandosi a sinistra cominciano a piovere i «no» all’operazione. Da Rifondazione Comunista e Verdi viene presentato un ordine del giorno che ritiene «non motivata» e non condivisibile la proposta avanzata da Autostrade per l’Italia: «Le vere priorità sono il nodo ferroviario genovese, il potenziamento dei valichi. Tutto il resto è puro business: anche l’istituto nazionale di urbanistica ha detto che non è d’accordo» sono le ragioni del capogruppo di Rifondazione Vincenzo Nesci. Cristina Morelli (Verdi) rincara: «Se si parla da vent’anni di un’opera forse bisogna valutare se sia necessaria davvero, o se non sia meglio impiegare i fondi previsti per la mobilità sostenibile».
Due pensieri differenti, dunque, quelli che si respirano nel centrosinistra tanto da portare il Pd a votare contro al documento degli alleati, «con dispiacere» si rammarica Benvenuti. «E noi, senza alcun dispiacere, votiamo contro al vostro orientamento», ribatte di muso Morelli. «É la solita farsa della sinistra con componenti della maggioranza che non seguono l’indirizzo della giunta» attacca Nicola Abbundo; mentre Matteo Rosso (Pdl) parla di un centrosinistra spaccato che «ancora una volta dimostra quanto questa regione necessiti di un’amministrazione che agli interessi di “poltrona” anteponga quelli dei cittadini e di sviluppo socio economico della regione». Imbarazzo sulle divergenze nel centrosinistra lo dimostra l’assessore alle infrastrutture Carlo Ruggeri che spiega come «le differenze in maggioranza ci siano, ma abbiamo un programma e degli atti sulla base dei quali giudicare l’operato della giunta. É corretto che rispetto al proprio territorio sia il Comune interessato a decidere il miglior tracciato - continua Ruggeri -. Ora Società Autostrade, attraverso Anas, si pronunci sugli aspetti tecnici ed economici». Alla fine i documenti favorevoli alla Gronda passano con il contributo del Pdl e della Lega Nord, senza i quali la Regione non sarebbe riuscita a portare avanti nessun progetto di Gronda autostradale, passaggio che indebolisce l’alleanza che sostiene il presidente della Regione: «Vogliamo andare avanti per l’interesse dei liguri - conclude Plinio - ma se in tempi brevi non registreremo concreti passi avanti rilanceremo al Governo la richiesta di nominare un Commissario».

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