Buste vietate, raccolta funghi solo col cestino

D’ora in poi in Lombardia andremo per funghi con bilancia, metro e codice in tasca. Quella che era una norma che si tramandava di generazione in generazione, tra chi frequentava la montagna, ora è legge. Il Testo unico in materia di agricoltura approvato ieri dal consiglio regionale vieta di trasportare i funghi appena raccolti in buste di plastica, rendendo obbligatorio un cestino o un contenitore rigido. Non solo, i fungiatt dovranno raccogliere i vegetali solo con le mani, per un quantitativo massimo di tre chilogrammi al giorno.
Il testo regolamenta anche la raccolta dei tartufi: per la ricerca non potranno essere impiegati più di due cani, mentre l’attrezzo per lo scavo - la zappetta o il vanghetto - non potrà superare i 4,5 centimetri di larghezza.
Vita più semplice, invece, per chi i funghi li vende: non è più necessaria l’autorizzazione comunale ma resta confermato l’attestato di idoneità all’identificazione delle specie, rilasciato dalle Asl territoriali. Chi verrà beccato a vendere al dettaglio funghi sfusi, freschi e secchi, senza il possesso dell’attestazione di idoneità, sarà, però, multato. In Lombardia, contrariamente a quanto avviene nella maggior parte delle regioni italiane, la ricerca e raccolta dei tartufi non è soggetta al pagamento di alcuna imposta regionale. Pertanto, chi è in possesso della necessaria abilitazione può liberamente andar per tartufi, salvo nelle aree delle tartufaie.
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