C’è Rimbaud nelle «illuminazioni» di Britten

James Conlon sul podio per un programma che comprende anche Mahler e Schreker

Pietro Acquafredda

James Conlon, direttore americano in piena attività, in Italia non può considerarsi uno sconosciuto, per il fatto che buona parte della sua attività l’abbia legato a Germania, Francia e Usa. Negli ultimi anni, infatti, dirige con una certa frequenza anche alla Scala, Maggio Fiorentino, Santa Cecilia, e, con una certa regolarità, al Festival di Spoleto, cui lo lega un particolarissimo affetto, in ricordo dell’edizione ’71, quando, giovanissimo e non ancora in carriera, fu chiamato da Menotti per dirigere «Boris Godunov» di Musorgskij.
Il periodo della storia della musica cui Conlon tiene particolarmente è il cosiddetto Novecento storico. Fra i suoi autori preferiti c’è Mahler, ma anche Britten, Zemlinsky come pure Sciostakovic. Naturalmente anche il programma ceciliano conferma tali interessi, aprendosi con Britten («Les illuminations», per soprano e archi), seguitando con Franz Schreker (Intermezzo dalla «Romantische Suite» per orchestra) e, terminando con Mahler («Sinfonia n. 4» per soprano e orchestra).
Britten e Schreker in programma non sono di facile ascolto in Italia. Le dieci liriche che compongono il ciclo delle «Illuminations» di Britten (scritto fra Inghilterra e Stati Uniti, negli anni di esilio volontario) attinge ad Arthur Rimbaud - che gli fece conoscere l’amico poeta Auden (cui si deve anche il notissimo libretto della «Carriera del libertino» di Stravinskji) - esattamente alle sue prose poetiche, dense di significati simbolici, risalenti agli anni della giovinezza ed ai lunghi vagabondaggi in compagnia di Verlaine.
Ancor più curioso l’intermezzo di Franz Schreker, austriaco, operista di successo d’inizio Novecento, scritto per piccola orchestra di soli archi, ed inserito più tardi nella sua «Romantische Suite» per grande orchestra. Per Mahler, invece, le cui sinfonie non costituiscono ormai mistero per nessuno, c’è poco da aggiungere sulla Sinfonia n.4.
Sarà sufficiente rammentare che è conosciuta anche con il titolo «La vita celestiale» perché è il medesimo del Lied, dal ciclo «Il corno magico del fanciullo», che si ascolta nel quarto movimento e ne rivela la sua iniziale struttura, prima che venisse incluso nella sinfonia, ed è tutta pervasa come da una grazia infantile quasi mozartiana.
Auditorium. Sala Santa Cecilia. Musiche di Britten, Schreker e Mahler. James Conlon direttore, Nicole Cabell soprano. Questa sera alle 18; lunedì 3 aprile, ore 21; martedì 4 aprile, ore 19,30. Biglietti da 16 a 41 euro. Informazioni: tel. 06.8082058.

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