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Da Calabresi a Majorino, il Pd apre oggi l'X-Factor

Ciclo di incontri che serve a testare i papabili. Match tra dem e Sala: rimpasto ancora in salita

Da Calabresi a Majorino, il Pd apre oggi l'X-Factor
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Chissà se piazzeranno un applausometro in sala per misurare l'"X-Factor" dei papabili in pista per il dopo Sala, da Mario Calabresi a Pierfrancesco Majorino alla vicesindaco Anna Scavuzzo che si è già dichiarata pronta a correre in caso di primarie. Mentre sindaco e Pd sono ai ferri corti da giorni sul concetto di "discontinuità" che il segretario cittadino Alessandro Capelli ha negato ieri di aver espresso letteralmente (ma poco cambia, Beppe Sala è su tutte le furie), ieri l'eurodeputato dem Pierfrancesco Maran e Capelli hanno lanciato il contest "Milano, ti ascolto" che parte oggi. Un ciclo di 11 incontri con il pubblico tra gennaio e febbraio a Milano, l'ultimo allargato alla Città metropolitana, e la scelta è caduta su Sesto San Giovanni che come il capoluogo torna al voto per il sindaco nel 2027. "Caso vuole" che ogni appuntamento abbia tra i protagonisti uno dei nomi già spuntati nel toto sindaco o papabili candidati del centrosinistra. Un modo per sondare anche l'indice di gradimento nei quartieri? Il formato sarà quello del town hall, con tempi definiti e uguali per tutti: interventi dei cittadini di massimo 4 minuti e risposte di un minuto da parte dei rappresentanti politici. Si parte con la "Città dei bambini" e si passa a temi che scalderanno la campagna come caro-affitti, trasporti, salario minimo. Ogni volta un tris di ospiti sul palco, mix di politica e società civile. I papabili per Palazzo Marino? Oggi tocca alla deputata Pd Lia Quartapelle, che ha appena aggiornato la copertina dei profili social con nuova foto e slogan "democratica, socialista, liberale". Il 18 gennaio da monitorare la senatrice Cristina Tajani, già assessore nelle giunte Pisapia e "Sala 1", la rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto. Sabato 24 tocca al capogruppo regionale Pd Pierfrancesco Majorino che secondo i sondaggi sarebbe in pole position (ma secondo i maligni con lui si rischierebbe lo strappo dei centristi, Renzi e/o Calenda che già non lo appoggiarono alle Regionali del 2023). Negli incontri successivi, l'ex rettrice della Bicocca Giovanna Iannantuoni, il giornalista Mario Calabresi (30 gennaio), Anna Scavuzzo (14 febbraio), l'assessore della Lista Sala Emmanuel Conte. C'è anche l'eurodeputata Cecilia Strada.

Capelli e Maran si confermano "convinti sostenitori delle primarie" a meno che "emerga un candidato forte e unitario". Ipotesi gazebo tra novembre e inizio 2027. Entrambi si augurano una "coalizione ampia, partendo da quella che ha governato negli ultimi 15 anni e ha sostenuto finora Sala", quindi con IV e Azione oltre ai Verdi. I 5 Stelle? "Se altri vorranno aggregarsi, venendosi incontro sui programmi, bene, ma abbiamo avuto compagni importanti di viaggio che non perderei" sottolinea Maran. Si va verso un election Day Politiche-Comunali ma "Milano potrebbe anche distinguersi dal quadro nazionale". Il leader M5S Giuseppe Conte è avvertito. Il match con Sala su rimpasto e "discontinuità"? Capelli prova a gettare acqua sul fuoco: "Il Pd è orgoglioso di quello che ha fatto dal 2011 a oggi, non c'è contraddizione nel dire che Milano è cambiata e ci sono domande nuove che richiedono risposte nuove". Sul nuovo assessore alla Sicurezza, tra i nomi proposti da Sala e bocciati dal Pd c'era l'ex capo dei vigili della giunta Moratti Tullio Mastrangelo, in seguito assessore nella giunta leghista di Arona. Ma non si vedono nomi all'orizzonte e Sala ieri lo ha sottolineato: a 16 mesi dalla fine del mandato "le caratteristiche per entrare in giunta sono conoscenza della città e comprovata esperienza, non è una ricerca facile, se non trovo una persona in grado di entrare in servizio subito con i vigili, continuo a farlo io". Sulla "discontinuità" ribadisce "non è questione di essere arrabbiato ma devo difendere il mio lavoro.

Non contesto che le cose debbano cambiare ma bisogna trovare programmi solidi e credibili. Vedo un sacco di politici che vivono di slogan e fa arrabbiare la mancanza di programmi ben delineati. Questo è il lavoro da fare, se serve una mano la darò altrimenti amen".

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