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Arbitri nella bufera dopo Napoli-Verona e Lazio-Fiorentina: cosa sta accadendo

Le polemiche dopo gli errori in Napoli-Verona e Lazio-Fiorentina hanno rimesso sul banco degli imputati regolamenti troppo astratti e le decisioni degli arbitri che cambiano di partita in partita

Arbitri nella bufera dopo Napoli-Verona e Lazio-Fiorentina: cosa sta accadendo

Una volta le polemiche sulle decisioni degli arbitri erano un corollario riservato alla moviola della Domenica Sportiva, dove si esaminava in maniera quanto più oggettiva possibile come si erano comportate le giacchette nere in campo. Nel calcio moderno, invece, difficile trovare un singolo turno di campionato che non veda polemiche virulente, complotti e le discussioni del giorno dopo dominate dalle accuse a questo o a quel fischietto. L’introduzione del Var, vista una volta come la panacea di tutti i mali del pallone italico, sembra addirittura aver complicato la situazione, portando la situazione ben oltre il livello di guardia. Il turno infrasettimanale ha visto un paio di partite nel mirino della critica, con alcuni analisti che accusano la classe arbitrale di aver addirittura “falsato il campionato”. Vediamo di cosa si è trattato e di come la reazione dell’Aia rischi di rinfocolare le polemiche e rendere il clima attorno alla Serie A ancora più avvelenato.

Napoli-Verona, decisioni assurde

Alla vigilia della partita del Maradona, l’attenzione di tutti era concentrata sull’undici di Conte, obbligato a vincere per tenere il passo delle milanesi. Invece di parlare di calcio e di come il Napoli abbia giocato un primo tempo sottotono, riuscendo a malapena a recuperare un punto nella ripresa, a tenere banco sono le discutibili decisioni prese più dal Var che dalla terna arbitrale. A far imbufalire non solo i tifosi partenopei ma anche molti addetti ai lavori è stata la decisione di concedere agli scaligeri un calcio di rigore per un fallo di mano di Alessandro Buongiorno. Il difensore ex Torino va a saltare, necessariamente aiutandosi con le braccia ma non è da solo: Valentini prova ad ostacolarlo, crollandogli addosso e rendendo ancora più precaria la sua situazione. Buongiorno cerca di colpire di testa ma viene spostato dal gomito del giocatore del Verona, mancando l’impatto del pallone che, poi, carambola dopo la deviazione sul suo braccio. I replay mostrano come non ci sia alcun movimento per andare ad intercettare il pallone ma la cosa, a quanto pare, stavolta non conta.

Napoli Hellas Verona Marchetti Lang

Pochi giorni fa, dopo le polemiche relative ad una situazione simile nel corso di Hellas Verona-Juventus, le dichiarazioni della classe arbitrale erano sembrate cristalline: rigori di questo tipo non andavano più fischiati, il messaggio agli arbitri sembrava chiarissimo. Nella partita del Maradona l’arbitro è in posizione ideale, a pochi metri di distanza e prende una decisione senza esitare: azione regolare, si può proseguire. L’addetto al Var, però, non la pensa così e richiama l’arbitro al monitor, dove la sua decisione viene smontata per arrivare alla decisione opposta: calcio di rigore a favore del Verona. Il movimento del giocatore viene definito “non congruo” ma non si capisce rispetto a cosa: cosa dire poi della presenza di un “errore chiaro ed evidente”, ragione per la quale il Var può intervenire? Cosa rende una normalissima azione di gioco in area in un fallo che merita la massima punizione? Nessuno sembra in grado di spiegarlo senza arrampicarsi sugli specchi e il tifoso è lasciato con la sensazione che le regole siano talmente astratte da lasciare spazio all’arbitrio puro e semplice. A questo punto chi soffia sul fuoco delle polemiche ha gioco facile e può scagliarsi contro il Var, strumento che, invece che aiutare gli arbitri, sembra metterli nei guai senza alcuna colpa.

Quando la pezza è peggiore del buco

L’arbitro Marchetti non è stato del tutto immune dalle critiche, visto che la decisione di annullare il gol di Hojlund ce l’ha sulla coscienza. Alcuni replay sembrano mostrare come l’attaccante danese non abbia affatto toccato il pallone con la mano, come da lui dichiarato nel post-partita ma non c’è modo di rimediare a quello che sembra l’ennesimo errore arbitrale. A pagarne le conseguenze è comunque la squadra campione d’Italia, che lascia per strada due punti e può lamentarsi di alcune decisioni davvero discutibili. D’altro canto, le polemiche sugli arbitri sono ormai diventate la normalità: difficile trovare una giornata di campionato nella quale non ci sia almeno una decisione che fa gridare allo scandalo. L’altra partita nel mirino è stata Lazio-Fiorentina, dove la direzione del signor Sozza è stata criticata pesantemente persino dall’Aia, che ha sospeso lui e gli addetti al Var per una partita. L’errore più macroscopico è stato non aver concesso un calcio di rigore quando, in piena area viola, Pongracic ha tirato chiaramente la maglia di Gila: se l’arbitro, magari, può essere in posizione sfavorevole, gli addetti ai monitor non possono perdersi un fallo del genere. Cosa dire, poi, del rigore piuttosto generoso che si è vista assegnare la Fiorentina? Gudmundsson, invece di provare a rimanere in piedi, fa l’impossibile per cercare il contatto con il difensore laziale, trascinando la gamba in maniera tanto plateale quanto quasi comica.

Lazio Fiorentina Gudmundsson arbitro

Se il tocco c’è stato, l’arbitro avrebbe dovuto valutare l’intenzione dell’attaccante islandese e punire questo suo comportamento antisportivo, invece di premiarlo. Anche nella netta vittoria del Como all’Arena Garibaldi, molti hanno puntato il dito sul primo rigore concesso dal signor Pairetto al Pisa, una decisione che, secondo alcuni, lascia molto a desiderare. Alla fine restano solo le polemiche, le parole pesanti che sono volate nel tunnel dell’Olimpico all’indirizzo dell’arbitro e le dichiarazioni ironiche di Antonio Conte in conferenza stampa, quando ha detto che Hojlund avrebbe dovuto “amputarsi il braccio”. Dopo così tante polemiche, la speranza era che l’Aia portasse un po’ d’ordine in una situazione già molto incresciosa. Cosa si è invece deciso di fare? Applicare due pesi e due misure: puniti gli arbitri di Lazio-Fiorentina, nessun provvedimento nei confronti di Marchetti e Marini per Napoli-Hellas Verona. Il fallo di mano di Buongiorno? “Posizione scomposta, postura irregolare, quindi punibile”. I video che mostrano come Hojlund avesse controllato il pallone col petto e non con la mano? “Le immagini a disposizione confermano che ha addomesticato il pallone con il braccio”.

Non è la prima volta che le decisioni sembrano mutare di caso in caso, senza alcuna logica. In una situazione del genere, dove due episodi simili vengono trattati spesso in maniera diversa, il divampare di polemiche sempre più arroventate è inevitabile. Così è, se vi pare.

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