Cinque anni fa Maurizio Sarri vinceva l'Europa League con il Chelsea

Il 29 maggio 2019 a Baku (Azerbaigian) finale tutto londinese tra Chelsea e Arsenal. I Blueas, allenati da Maurizio Sarri, si imposero 4-1. Poi il tecnico tornò in Italia e andò ad allenare la Juventus

Cinque anni fa Maurizio Sarri vinceva l'Europa League con il Chelsea
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Il ventinove maggio 2019, rappresenta per Maurizio Sarri, fino a questo momento, il punto più alto della sua carriera d’allenatore con il Chelsea. La conquista dell’Europa League, sulla panchina del Chelsea, rappresentò il primo vero grande trofeo internazionale vinto dal tecnico toscano. Un allenatore italiano che quindi ritornò a trionfare nella seconda competizione europea più importante per club. Un appuntamento con il destino a vent’anni di distanza dalla vittoria della "vecchia" Coppa Uefa da parte del Parma di Malesani. L’ultimo allenatore italiano che prima dell’ex tecnico della Lazio vinse la seconda competizione europea più importante per club. Un trofeo che per il toscano rappresentò la perfetta chiusura del cerchio di un percorso straordinario. Lui che dalla gavetta, iniziata dai campi in terra battuta della Seconda Categoria, ha tratto beneficio fino ad imporsi all’attenzione come uno dei tecnici più validi del panorama italiano.

Nella serata magica di Baku (Azerbaigian), maturò un successo che valse doppio se si pensa che l’avversaria della finale fu l’Arsenal. In un derby tutto di stampo inglese/londinese, stravinto con un netto 4-1 che permise ai Blues di conquistare la seconda Europa League della storia. Maurizio che insieme a Roberto Di Matteo e a Gianluca Vialli, diventò il terzo allenatore italiano a vincere una coppa europea alla guida del Chelsea.La presenza di Gianfranco Zola come vice di Sarri, fu fondamentale soprattutto a livello di spogliatoio, per cercare di trasmettere quella mentalità vincente che lui ebbe nella sua carriera da calciatore. Un passato glorioso in maglia Blues, che ha riprovato di nuovo l’emozione di rivincere un’altra coppa europea con la società che più lo ha amato, coccolato e fatto sentire a casa. La prodezza decisiva tirata fuori nella finale di Coppa delle Coppe vinta contro lo Stoccarda nel maggio del 1997, nell’immaginario collettivo rimane ancora nella memoria del tifoso Blues per eccellenza.

Made in Italy non solo in panchina ma anche in campo visto che nel centrocampo di quel Chelsea, la presenza di Jorginho si rivelò fondamentale per gli equilibri della squadra. Inoltre sia Emerson Palmeri (titolare in finale) come Zappacosta (entrato solo negli ultimi minuti), fecero la loro parte nel portare il Chelsea a rivincere l’Europa League a sei anni di distanza dall’ultima volta. Un Chelsea che in quella cavalcata trionfale ebbe in Olivier Giroud il leader della squadra. Un trascinatore in tutti i sensi, un altro che dalla mentalità vincente ha fatto un punto di forza della sua straordinaria carriera da bomber navigato. Il centravanti francese non solo vinse l’Europa League con i suoi compagni di squadra, ma conquistò anche la vittoria della classifica cannonieri della competizione con 11 gol.

E fu colui che nella finale contro i cugini londinesi, diede inizio a quello che fu un vero trionfo per Maurizio Sarri e il resto della compagnia. Con la rete del vantaggio realizzata dopo quattro minuti della ripresa, prima del raddoppio di Pedro e della doppietta messa a segno di Hazard.

Subito dopo la coppa Sarri disse addio alla società londinese.

Prese al volo l’opportunità di andare ad allenare la Juventus, al posto di Massimiliano Allegri. Scelta che gli permise finalmente di vincere il primo e (fino a questo momento unico) scudetto della sua carriera da allenatore nel 2020.

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