Ora è ufficiale: arbitri da un lato e club dall'altro vogliono tornare indietro su Open Var, la pubblicazione dei dialoghi tra arbitro di campo, calciatori e varisti collegati da Lissone. Lo ha confermato il presidente Figc Gravina con una dichiarazione che rappresenta da un lato la difesa d'ufficio di Rocchi (foto) e dei suoi arbitri e dall'altro la denuncia del clima tossico intorno agli ultimi episodi discussi del campionato: «C'è un clima insopportabile rispetto agli arbitri. Apriremo una riflessione con l'Aia sui pro e contro di Open Var per la prossima stagione (quella attuale è blindata da un contratto, ndc). Da iniziale forma di trasparenza sta diventando oggetto di strumentalizzazione. Non sarà mai possibile azzerare al 100% gli errori».
La marcia indietro è cominciata e si può spiegare semplicemente così: da una parte gli arbitri si sentono messi in piazza con la pubblicazione dei dialoghi di campo o con il silenzio-assenso dei varisti, dall'altra alcuni club pensano che in mancanza di questo passaggio, sarà possibile accreditare le narrazioni di comodo, spesso pubblicizzate grazie attraverso le chat interne con influencer e cronisti di riferimento. Se la convergenza tra club e arbitri fosse confermata, di sicuro il contratto con Dazn in scadenza a giugno 2026 non sarà rinnovato e rappresenterà un passo indietro clamoroso sulla strada della trasparenza.
Ne discuteranno lunedì a Milano, nella sede della Lega di A, il designatore e i rappresentanti dei club, vertice al quale non parteciperanno allenatori e capitani per un motivo molto pratico (c'è la sosta per le nazionali). A conferma del clima tossico, ieri la pubblicazione dell'ultima puntata di Open Var ha provocato sui social un altrofiume di velenosi commenti.
Tommasi, a nome di Rocchi, ha confermato la validità del gol atalantino e segnalato invece la necessità di un revisione al var per il possibile rigore di Scalvini su Frattesi mentre sul conto del gol in Udinese-Juve tolto a Conceiçao e sul secondo giallo mostrato a Wesley che ha provocato la squalifica del romanista (la società aveva rivolto reclamo invocando uno scambio di persona, rigettato dal giudice sportivo dopo consultazione di Massa e Fabbri, arbitro e varista, ndc) hanno condiviso le decisioni del campo.