Dopo il derby, il Milan non lascia punti a San Siro ma raddoppia piegando anche la resistenza della Lazio e per una notte dorme in testa alla classifica. La firma decisiva è quella di Leao, in una azione da centravanti purissimo. Per la Lazio, nella ripresa, c’è solo un vano tentativo di risalire la china. Finale polemico con un intervento del var (Di Paolo) per un tocco di gomito di Pavlovic. L’arbitro vede e decide di non concedere il rigore.
Lo scenario iniziale è identico a quello del derby. Allora salì in cattedra Maignan, qui il portiere francese si ripete dopo appena 2 minuti sul colpo di testa di Gila mentre il Milan continua a sbavare una serie di passaggi. A fare notizia nell’occasione sono gli errori in sequenza commessi da Modric che chiede anche scusa ai suoi sodali.
Dalla parte di Zaccagni, la Lazio passa spesso e con facilità su Tomori creando le maggiori difficoltà alla difesa rossonera costretta a farsi proteggere dal portiere francese sul conto del quale Tare, nel pre-partita, garantisce che «c’è stato un patto con la società» che vuol dire di riparlarne nelle prossime settimane. Anche quando il Milan ha il controllo del gioco non riesce a trovare lo spazio per servire Leao e Nkunku perché i laziali riescono a chiudere quasi tutte le linee di passaggio. Così alla fine di una frazione deludente i rossoneri possono contare solo su un tiro di Saelemaekers rimpallato da Fofana e un destro di Tomori a lato. Poca roba.
Cambia passo, cambia faccia e copione il Milan durante la ripresa. E alla prima triangolazione (Modric-Fofana-Tomori) con cross basso, Leao da centravanti puro, brucia Romagnoli sullo scatto e deposita in rete. L’1 a 0 incoraggia i rossoneri che arrivano due volte a un passo dal raddoppio: protagonista Fofana che nel primo caso sfiora il palo, nel secondo su cross di Bartesaghi si impone sempre Leao, di testa, chiamando Provedel alla parata riparatrice. Sarri corre ai ripari nell’ultimo tratto schierando tutta l’artiglieria a disposizione in panchina (Castellanos, Dele-Bashiru, Noslin più Nuno Tavares) e disponendo un 4-2-4 di chiara impronta offensiva mentre Allegri corre ai ripari rinforzando la trincea mediana con Loftus Cheek e Ricci.