Roma e Bologna, dopo essersi risparmiate al Dall’Ara, hanno emozionato il pubblico dell’Olimpico con una battaglia all’arma bianca davvero entusiasmante. In palio un biglietto per il quarto di finale contro l’Aston Villa e le due squadre non si sono certo risparmiate. Ad avere la meglio sembrava il Bologna che, a poco più di 20 minuti dal triplice fischio era avanti 3-1 ma la Roma ha avuto il merito di crederci fino alla fine. A riportare in partita l’undici di Gasperini il fallo di Freuler che ha consentito a Malen di segnare il rigore e l’errore nel rinvio di Pobega che ha permesso a Pellegrini di impallinare Ravaglia. Le squadre arrivano ai supplementari molto stanche e le occasioni si diradano, a parte un tiro di Celik nei primi minuti. A decidere la sfida l’intuizione di Dallinga, il cui filtrante trova Cambiaghi in ottima posizione per battere Svilar e consegnare la vittoria al Bologna.
Rigore Bernardeschi, Bologna avanti
Le due squadre superstiti della pattuglia italiana si giocano all’Olimpico il privilegio di essere l’unica squadra assieme alla Fiorentina ad accedere ai quarti delle competizioni europee. La Roma prova a sfruttare subito il fattore casa ma non è semplice farsi largo nell’attenta difesa ospite: a parte un sinistro di Pisilli ed un cross di Malen, entrambi finiti in angolo, i primi dieci minuti non offrono molto al pubblico di casa. Dopo qualche protesta al 13’ per un intervento da dietro di Lucumì nei confronti di Malen, non punito col giallo dal signor Kovacs, il Bologna crea la prima palla gol: Rowe lancia lungo, consentendo a Castro di arrivare a tu per tu con il portiere serbo, aiutato dalla deviazione di Celik a difendere la sua porta. Al 20’ prima tegola per Gasperini: Koné ha un problema muscolare alla coscia ed è costretto a chiedere il cambio, lasciando il posto a Pellegrini. Poco dopo, però, è il Bologna di Italiano a trovare la rete del vantaggio, non senza le solite polemiche del caso. Castro riceve da Rowe, che forse si è liberato di Mancini in maniera fallosa, restituisce il pallone all’inglese che trova il modo di infilare il pallone tra i guantoni di Svilar e il palo. Le proteste dei giallorossi sono veementi ma il silent check del Var conferma il vantaggio dei rossoblu.
La Roma ci mette qualche minuto prima di produrre un’azione offensiva degna di questo nome: buono il cross di Pellegrini sul secondo palo come la sponda di Mancini ma Vitik capisce tutto e mette in angolo. Le verticalizzazioni del Bologna sono pericolosissime ed un paio di minuti dopo Bernardeschi si fa largo, entra in area e lascia partire un destro insidioso, respinto con una parata scenografica da Svilar. La reazione giallorossa è immediata e si traduce in un gran tiro a giro di Pellegrini su calcio di punizione che si stampa sul palo poco sotto l’incrocio dopo una lieve deviazione di Ravaglia. Sul conseguente calcio d’angolo, bella la parabola dell’ex capitano giallorosso sulla quale N’Dicka prende la scala per schiacciare la sfera dietro alle spalle del portiere emiliano. La Roma, a questo punto, prova a chiudere i conti e ci va vicino al 37’: Cristante allunga il cross di Celik sul secondo piano, dove Malen non trova la deviazione di un niente. Il finale del primo tempo è al calor bianco, con El Shaarawy che devia in scivolata per evitare il tiro di Zortea ed un miracolo di Svilar che prima cicca il corner di Bernardeschi, poi riesce incredibilmente ad impedire che Joao Mario ribadisca il pallone in porta. Due minuti dopo, però, Zortea si libera di El Shaarawy ma viene steso prima di poter tirare: zero dubbi per Kovacs, che indica il dischetto. Federico Bernardeschi è gelido e batte Svilar, riportando avanti l’undici di Italiano.
La Roma rimonta dall’1-3
Nessun cambio durante l’intervallo dopo un primo tempo spettacolare e giocato su ritmi molto sostenuti da entrambe le squadre. Considerata l’importanza della gara, le due squadre continuano a spingere forte: tre minuti dopo è Pisilli a trovare Malen che tira in porta senza pensarci due volte. Ravaglia respinge coi pugni, l’azione continua, consentendo un’altra chance all’avanti olandese che stavolta tira altissimo col destro. Italiano molto nervoso in panchina, visto l’atteggiamento un po’ troppo remissivo di fronte alle sfuriate dei giallorossi, incapaci del tutto di pungere in contropiede come suo solito. Molti errori da entrambe le parti ma il Bologna sembra aver arretrato molto il raggio delle operazioni in questa fase della partita. Se Celik si becca un giallo per un intervento in ritardo su Pobega, secondo cambio per Gasperini che richiama in panchina El Shaarawy per dare una mezz’ora al giovane Robinio Vaz. Proprio quando la Roma sembra sul punto di trovare il pareggio, ecco l’errore che complica la vita all’undici di Gasperini: N’Dicka si fa portare via il pallone dall’arrembante Rowe, pallone che finisce a Castro, la cui botta dal limite lascia basito Svilar. 3-1 Bologna, la Roma ha ora una vera e propria montagna da scalare.
Il Bologna sembra in grado di controllare la partita ma non ha fatto i conti con Robinio Vaz: il giovane franco-senegalese è il più vivace e, dopo un tiro dimenticabile, viene steso in area da Freuler. Anche stavolta Kovacs non ha dubbi e manda sul dischetto Malen: rincorsa breve e palla che s’infila nell’angolo basso senza che Ravaglia, che pure aveva intuito la traiettoria, riesca ad arrivarci. L’olandese prova a farsi largo per vie centrali, costringendo Zortea ad un fallo da giallo che concede una punizione invitante alla Roma: davvero bella la parabola di Pellegrini ma stavolta Ravaglia riesce a salvare la propria porta. Italiano capisce il momento complicato e decide di operare i primi cambi: fuori un inviperito Rowe per Cambiaghi ma c’è anche spazio per le staffette Vitik-Casale e Castro-Dallinga. Il tecnico del Bologna si gioca anche la carta Orsolini al posto di Bernardeschi ma è la difesa felsinea a fare la frittata. Pobega scivola al momento sbagliato, consentendo a Pellegrini di ricevere un bel pallone ed infilare un rasoterra a giro sul quale Ravaglia non riesce ad arrivare. Squadre ora stanche ma se la Roma prova a chiudere i conti per evitare i supplementari, a sfiorare il vantaggio è proprio il Bologna. Grande inserimento in area di Freuler che calcia in diagonale ma troppo debolmente per ingannare Svilar. Per decidere chi vincerà la sfida tra Roma e Bologna ci vorranno i tempi supplementari.
Squadre stanche, la decide Cambiaghi
Le squadre arrivano ai due tempi supplementari con il fiato lungo ed Italiano ne approfitta per sostituire uno sconsolato Pobega con Moro. La prima occasione, però, capita alla Roma: gran tiro di Celik dal limite, deviato con più di un problema da Ravaglia. Mancini rimane a terra dopo un contatto ma riesce a rialzarsi: squadre davvero stanchissime ed occasioni che si diradano sempre di più. Gasperini prova a dare la scossa inserendo El Aynaoui al posto di uno stremato Pisilli ma la partita rimane apertissima ad ogni risultato: a questo punto basta un singolo errore per decidere la qualificazione. La fine del primo tempo supplementare sembra dare il via all’ultimo tentativo di evitare la lotteria dei rigori: il primo tentativo importante è opera di Orsolini che si libera di un paio di difensori ma, prima di tirare in porta, viene recuperato alla grande da Pellegrini.
L’ex capitano della Roma è l’unico a spingere con convinzione e costringe Freuler ad un fallaccio, punito con un giallo dall’arbitro. Gasperini, ormai, getta la cautela al vento ed inserisce il folletto Zaragoza al posto dello stanco ed ammonito Celik ma l’attimo di sbandamento costa carissimo alla Roma. Dallinga intuisce il movimento in avanti di Cambiaghi, infila un filtrante micidiale che consente al centrocampista di entrare in area e battere Svilar sul primo palo. I giallorossi si trovano con le spalle al muro ed il serbatoio del tutto vuoto, incapaci di lanciare l’assalto al fortino rossoblù negli ultimi minuti della partita. I capitolini provano il tutto per tutto ma le energie sono davvero agli sgoccioli: ultima polemica nel recupero del secondo tempo supplementare, quando Robinio Vaz cade in area dopo un contatto con Lucumì, scatenando le proteste dei giocatori e della panchina romanista. Kovacs, però, è irremovibile: non c’è tempo per altro, finisce 4-3 per il Bologna, che si giocherà l’accesso alla semifinale di Europa League contro l’Aston Villa.
Il tabellino
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik (109’ Zaragoza), Koné (20’ Pellegrini), Pisilli (104’ El Aynaoui), Wesley; El Shaarawy (57’ Robinio Vaz), Cristante; Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini
BOLOGNA (4-3-3): Ravaglia; Zortea, Vitik (73’ Casale), Lucumì, Joao Mario; Ferguson, Freuler (114’ Heggem), Pobega (91’ Moro); Bernardeschi (80’ Orsolini), Castro (73’ Dallinga), Rowe (73’ Cambiaghi).
Marcatori: 22’ Rowe (B), 32’ N’Dicka (R), 45+2’ Bernardeschi (rig) (B), 58’ Castro (B), 69’ Malen (rig)(R), 80’ Pellegrini (R), 111’ Cambiaghi (B)
Ammoniti: 26’ Vitik (B), 54’ Celik (R), 71’ Zortea (B), 76’ Lucumì (B), 108’ Freuler (B), 116’ Ferguson (B), 123’ Mancini (R)
Arbitro: Istvan Kovacs (Romania)