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Figc, la politica studia il commissariamento per legge

Bozza del Ddl sulla riforma del calcio: tra i punti l'intervento del governo in base ai risultati

Figc, la politica studia il commissariamento per legge
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Due strade che procedono parallele ma che nelle intenzioni del Governo potrebbero in futuro anche incontrarsi. Nella corsa alla presidenza Figc, da un lato ci sono i vertici dei due possibili candidati Malagò e Abete con le varie componenti per cercare un programma condiviso, dall'altro la prima bozza di un Ddl di riforma del calcio italiano del Governo che tra i vari punti comprende anche la possibilità di rendere il commissariamento della Federazione possibile anche in caso di perdita di competitività delle squadre nazionali, quindi in base ai risultati.

Dopo essersi confrontati con le Leghe di A, B e C, Malagò e Abete ieri si sono seduti al tavolo con le associazioni di allenatori e calciatori che valgono il 30 per cento nell'assemblea elettiva. Spunta l'idea di una figura di rilievo da affiancare al futuro presidente federale per competenza ed esperienza. Pur non soffermandosi su nessun nome, le caratteristiche espresse corrispondono al profilo dell'ex direttore tecnico del Milan Paolo Maldini. La prossima settimana (probabilmente martedì 28 e mercoledì 29) si terranno i direttivi delle due componenti che faranno la loro scelta.

Intanto il governo, dopo la proposta di riforma di un anno fa, ha stilato una prima bozza del Ddl: incentivi economici per chi schiera giovani cresciuti nei vivai, in particolare selezionabili dalla nazionale, e per le società che hanno i bilanci in regola attraverso una diversa distribuzione dei diritti tv (con una revisione dell'attuale Legge Melandri); riduzione dei costi e aumento delle entrate con il riconoscimento alla Figc del 2% derivante dalle scommesse e di una percentuale delle sanzioni alla pirateria audiovisiva. Le aree alle quali destinare i proventi sono già state individuate: settori giovanili, infrastrutture, centri federali, lotta alla ludopatia, calcio femminile e dilettantistico.

E poi c'è la questione commissariamento, che per il Governo sarebbe la via migliore da percorrere già da ora per riformare il calcio. Il Coni potrà però imporlo solo nel caso in cui non venisse eletto un presidente il prossimo 22 giugno.

Nella bozza del Ddl la volontà di rendere il commissariamento possibile anche in base ai risultati delle Nazionali. Concetto difficile da tradurre in pratica e non contemplato da Uefa e Fifa, essendo inteso come un'invasione della politica nello sport.

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