L’Inter torna subito sul luogo del delitto, per fare pace con se stessa più che con i suoi tifosi, che martedì l’hanno applaudita a lungo anche dopo l’inattesa uscita dalla Champions. Di nuovo a San Siro, avversario il Genoa, per ritrovarsi nella comfort zone del campionato, dove i numeri nerazzurri valgono solide gerarchie (su tutti: 21 vittorie in 26 partite, di cui 13 nelle ultime 14). L’obiettivo è di arrivare al derby dell’8 marzo con almeno lo stesso vantaggio di 10 punti sul Milan, perciò anche stasera vincere sarà l’unica cosa che conta.
A differenza di quanto accaduto una settimana fa a Lecce, stavolta Chivu qualche cambio lo farà, non solo perché Bastoni è squalificato (Carlos Augusto al suo posto), ma perché prima del derby ci sarà martedì la semifinale di andata in casa del Como, diventata a suo modo più importante dopo l’uscita dall’Europa. Perché la Coppa Italia sommata allo scudetto sarebbe bottino e non solo apparenza e Chivu sa bene che stavolta contro Fabregas potrebbe non essere semplice com’è stato tre mesi fa in campionato.
Con Dumfries, stavolta in panchina ci sarà anche Calhanoglu, entrambi a caccia di minuti che possano fare lievitare la condizione. A destra potrebbe trovare spazio Darmian, a sinistra stavolta sicuro Dimarco. Da capire quale sarà la scelta di Chivu per l’attacco, sempre orfano di Lautaro. Sarebbe suggestiva la coppia junior Pio-Bonny, anche per dare un po’ di fiato a Thuram, non brillantissimo nell’ultimo periodo (1 gol nelle ultime 12 partite, ma il calo di rendimento va persino oltre i numeri).
Il Genoa ha fatto di recente punti importanti per uscire dalla zona retrocessione, che però resta poco lontana. Ottimo il lavoro di De Rossi, che ha ereditato la squadra all’ultimo posto e poco alla volta l’ha riportata a galla. Nell’ultimo turno ha schiacciato il Torino (3-0) ma a gennaio ha anche pareggiato a San Siro col Milan (1-1). All’andata, c’era già De Rossi in panchina, l’Inter vinse di misura (1-2) con qualche affanno in un finale di partita troppo rilassato, alla vigilia della partenza per Riad. Curiosamente, però, dopo quella vittoria, Chivu si ritrovò per la prima volta solo in testa. Era la 15ª giornata e l’Inter aveva 1 punto di vantaggio sul Milan, 2 sul Napoli e 3 sulla Roma. Era l’epoca in cui si ipotizzava grande equilibrio, invece iniziò la fuga.
Lodevole l’iniziativa del club nerazzurro: una delegazione guidata dal presidente Marotta e dal responsabile sanitario Volpi, più alcuni giocatori di ieri e di oggi (Bergomi, Toldo, Dimarco e Barella) ha fatto visita ai ragazzi feriti nella tragedia di Crans Montana e ancora ricoverati al Centro grandi ustioni dell’ospedale Niguarda.