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Gattuso fa il mental coach e carica gli Azzurri prima dei playoff: "Non sono degli scappati di casa"

Il ct si affida all’esperienza del gruppo in vista della sfida contro l’Irlanda del Nord: "C'è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo"

Gattuso fa il mental coach e carica gli Azzurri prima dei playoff: "Non sono degli scappati di casa"
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Ci siamo quasi, l’Italia si appresta a disputare i playoff per conquistare l’accesso ai Mondiali 2026. Il primo ostacolo, giovedì a Bergamo, è rappresentato dall'Irlanda del Nord. Poi la possibile sfida in trasferta contro Galles o Bosnia, a cui il ct Rino Gattuso non vuole ancora pensare. "Nessun alibi, dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì. Scegliere i giocatori che stanno meglio e scendere in campo, solo questo adesso conta - esordisce in conferenza stampa a Coverciano - Abbiamo lavorato tanto e ora testa alla partita di giovedì senza pensare al passato, ai Mondiali vinti". La posta in palio, per una Nazionale che non partecipa alla Coppa del Mondo dal 2014, è altissima. Per questo appuntamento cruciale Gattuso ha deciso di puntare sul gruppo assemblato in questi mesi. Ecco spiegata la mancata convocazione di Zaniolo e Bernardeschi, oltre che di Orsolini e Fagioli.

"Avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie certezze, ho grande fiducia nei giocatori che ho chiamato. Questo gruppo merita una gioia. Ho lavorato per crearlo", spiega l'ex centrocampista del Milan, che non vuole caricare troppo la squadra. "Sono due Mondiali che non partecipiamo. Ora dobbiamo alleggerire i ragazzi”. In vista del primo dentro o fuori di Bergamo la principale indicazione è quella di "restare lucidi e annusare il pericolo - avverte Gattuso - Serve anche rispetto per l'avversario, sono una squadra con grande cuore e fanno paura sui calci piazzati". Il ct però resta convinto di poter riportare l'Italia al Mondiale. "Dobbiamo arrivare alla partita con spensieratezza, non dobbiamo soffocarli e stargli addosso 24 ore su 24 - conclude - Sembra che i nostri giocatori siano degli scappati di casa, mentre invece sono giocatori che hanno vinto tanto e sono abituati a giocare queste partite".

Nonostante i problemi fisici rimediati con i club infatti nessuno ha voluto rinunciare a priori alla convocazione. Scamacca è alle prese con un guaio all'adduttore e verrà monitorato giorno dopo giorno come Bastoni ("speriamo di averlo presto, chapeau a lui per la professionalità"), Tonali dovrebbe farcela, Mancini deve smaltire un affaticamento. Anche Calafiori non è al meglio ("ha sentito un piccolo dolorino"), ma stringerà i denti. L'unica eccezione è rappresentata da Federico Chiesa, che resterà a guardare anche stavolta. "Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Aveva dei timori, non se la sentiva ed è tornato a casa, e devo accettarlo - evidenzia il ct - Quando una persona non sta bene ho imparato che non devi insistere". Al suo posto ci sarà Cambiaghi.

Alcuni i dubbi di formazione per Gattuso. Mancini si giocherà una maglia con Scalvini. In avanti, a fianco di Retegui, il ballottaggio è tra Kean e Pio Esposito, con però il centravanti della Fiorentina al momento favorito.

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