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“Li faremo soffrire”: l’avvertimento di Edin Dzeko agli azzurri della Nazionale

Alla vigilia della sfida che vale la partecipazione ai Mondiali, l’attaccante bosniaco ha spiegato che clima troveranno i giocatori di Gattuso

“Li faremo soffrire”: l’avvertimento di Edin Dzeko agli azzurri della Nazionale
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Ha dato il via alla vittoria della Bosnia-Erzegovina grazie al pareggio a pochi minuti dalla fine della gara contro il Galles poi vinta ai calci di rigore: l’ex attaccante di Roma, Inter e Fiorentina e centravanti dei bosniaci, Edin Dzeko, è carico più che mai per la sfida contro la Nazionale italiana di Gattuso e “avverte” gli azzurri sul clima “caldo” che troveranno.

Le parole di Dzeko

Martedì 31 marzo la sfida che vale la qualificazioni ai prossimi Mondiali di calcio. I bosniaci sanno che i favoriti sono gli italiani ma ci credono più che mai. Anzi, la differenza nei 90 minuti più recupero la farà “chi ci crede di più”. Dzeko, nella conferenza stampa della vigilia, è tornato sull’esultanza degli azzurri, tra cui Dimarco, che ha scatenato tante polemiche. “Si vede che hanno paura, vi faremo soffrire”, ha sottolineato.

Il pensiero dell’attaccante

Tutto è ruotato, almeno all’inizio, su quei “pugnetti” degli azzurri quando la Bosnia ha sconfitto il Galles e Dzeko lo ha spiegato chiaramente. “Io preferivo non giocare contro l’Italia ma l’Italia non voleva giocare col Galles. Non so, noi in Galles abbiamo vinto. Evidentemente se hanno paura di giocare in Galles qualcosa non funziona. Evidentemente hanno paura anche di noi. Ma per fortuna ora il focus si è spostato sulla partita, meglio così”.

I bosniaci avranno dalla loro il fattore campo: piccolo, raccolto e soprattutto caldissimo a dispetto del meteo che prevede nevischio e temperature intorno agli zero gradi. Dzeko, però, è prima di tutto uno sportivo a tutto tondo e ricorda l’aiuto dell’Italia quando ci fu la guerra. “L’Italia va rispettata perché è stato il primo Paese ad aiutarci dopo la guerra del Balcani - ha aggiunto Dzeko -. Ricordo l’amichevole del 1996. Saremo sempre grati agli italiani, domani durante l’inno dobbiamo alzarci tutti e applaudire. Prima e dopo la partita siamo amici, durante i 90 minuti sarà una guerra”.

Il vero sport è questo: una “guerra” sportiva in campo, visto e considerata l’altissima posta in palio, ma poi amici come prima. Il capitano della Bosnia ha realizzato ben 73 reti su 147 gare, in pratica un monumento.

“Sento il peso sulle spalle? Sento grande fierezza e orgoglio per essere qui, voglio fare di tutto per andare al Mondiale. Il segreto per passare? Dobbiamo solo pensare a vincere. Gli italiani non ci sottovaluteranno, soprattutto dopo la vicenda dell’esultanza”.

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