Luis Enrique. Terza Champions in carriera, la seconda di fila con il suo PSG 4.0. Niente figurine strapagate e capricciose, ma un gruppo di giovani che gioca insieme. Il tecnico si conferma tra i top in Europa, eppure il suo nome resta misteriosamente fuori dall'Olimpo di stampa e critica. Duro, attento ai dettagli, un vincente a 360 gradi, determinato come quando era in campo. Vincerà ancora per la sua bimba che lo guarda vincere da lassù.
Milan. C'è una scena cult nel film 'Frankenstein Junior' in cui i protagonisti scavano per riesumare un cadavere e uno fa: «Potrebbe andare peggio, e come? Potrebbe piovere». E parte un nubifragio. Ecco la sintesi perfetta di ciò che provano i tifosi rossoneri. Caos totale, licenziamenti in blocco senza eredi, zero programmazione e casting da soap opera. Almeno Gene Wilder e Marty Feldman facevano ridere, qui siamo alla farsa.
Monza-Catanzaro. La Serie B sarà pure la cugina povera della A, ma a Monza lo spettacolo è stato meraviglioso. Le Aquile calabresi espugnano l'U-Power Stadium e fanno tremare i brianzoli fino al 90'.
Lo show vero è a fine gara con i 2300 tifosi arrivati dalla Calabria che abbracciano mister Aquilani e un gruppo fantastico tra cori e canti, come se avessero vinto loro. Un plauso a due squadre capaci di metterci un'anima che spesso manca a club ben più blasonati.