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Non solo Cr7, i big in uscita dalla Saudi Pro League

Il portoghese nel mirino: "Deve comprendere qual'è il suo posto, non si tratta di certo di un ambasciatore. È una delusione"

Screenshot da Youtube (Saudi Pro League)
Screenshot da Youtube (Saudi Pro League)

Cristiano Ronaldo e il suo "sciopero" iniziano a far saltare i nervi in Saudi Pro League e in genere ai vertici del Paese: in Arabia Saudita non si parla di altro, e quella che al momento sembra una probabile uscita di scena del pezzo più pregiato del massimo campionato di calcio locale potrebbe non rivelarsi un caso isolato.

Le promesse

Sono passati tre anni da quell'uscita di Cr7 in cui il campione lusitano elogiava i piani di rilancio della Saudi Pro League, proiettata a diventare una delle massime competizioni a livello globale, almeno a parole. "Non è come dice la Uefa. In Arabia non vengono soltanto veterani a fine carriera", dichiarò nel 2023 nel ruolo di ambasciatore della Lega Araba di calcio. "Tra qualche anno la Saudi League sarà più importante di quella turca o di quella olandese", aggiunse, lanciando una frecciata a Messi e alla Mls nella convinzione che giocare negli Usa sarebbe diventato meno prestigioso. "La Saudi Pro League è già meglio, e il prossimo anno progredirà ancora", promise Cr7, "passo dopo passo sarà tra le migliori cinque del mondo però necessita di tempo, giocatori e infrastrutture. Ma sono certo che questo Paese ha un grande potenziale e tifosi eccezionali. Cristiano ha scoperchiato il vaso di Pandora e ora tutti vogliono venire in Arabia".

I precedenti

Un discorso invecchiato in modo abbastanza rapido, visto ciò che sta accadendo ora, anche se pare proprio un "dejà vu". Negli anni '70 ci fu ad esempio il richiamo negli States: la lega calcio, la Nasl, divenne un luogo di pre-pensionamento per tanti calciatori a fine carriera, dal "nostro" Chinaglia fino ad arrivare a Pelé, Beckenbauer e Cruijff, per citare i più importanti. A cavallo tra gli anni '80 e '90 tanti furono attratti dai soldi del Sol Levante: finirono i J League i "nostri" Massaro e Schillaci, ma anche campioni del livello di Zico, Lineker, Stojkovic, Dunga, Laudrup, Dìaz o Leonardo. Più recente il richiamo della Cina, almeno fino al momento in cui il governo non decise di tagliare i ponti d'oro creati ai grandi calciatori: dalla Super League, in cui hanno allenato Lippi e Cannavaro, sono passati gli italiani El Shaarawy e Pellè ma anche Tevez, Hulk, Lavezzi, Drogba, Anelka o Hamsik.

Ora pare proprio che lo stesso stia accadendo alla Saudi Pro League, almeno stando al contenuto del vaso di Pandora scoperchiato da Ronaldo. Il fondo Pif non avrebbe fatto il salto di qualità annunciato: non solo mancano investimenti nel suo Al-Nassr, scivolato ancora indietro nel raffronto con le rose dei rivali, in particolare l'Al-Hilal, ma arrivano le notizie di ritardi nel pagamento degli stipendi. La fuga dopo soli 6 mesi di Jordan Henderson è un caso emblematico, e da allora sono aumentati i nomi in uscita, come Seko Fofana , Neymar, Talisca, Jota, Alex Telles e Ivan Rakitic. Tra i club più in difficoltà l'Al-Ittihad di Conceição, campione in carica, con la fuga di N'Golo Kanté e quella probabile di Fabinho e Danilo Pereira. Ora pare che il campionato turco e brasiliano abbiano già messo la freccia sull'Arabia Saudita. E qui i vertici iniziano a non poterne più di Cr7.

Tutti contro Cr7

Durissimo il commento dell'influente giornalista sportivo e conduttore televisivo Walid Al-Faraj, che racconta il mal di pancia dei vertici della Lega nei confronti del portoghese. "Cristiano Ronaldo deve comprendere quale sia il suo posto. Questo Paese si chiama Arabia Saudita, non Arabia Ronaldo. Fa il calciatore, ma si comporta come se fosse un ambasciatore, invece è un dipendente, peraltro pagato con uno stipendio milionario e più alto rispetto a quello che percepirebbe in qualsiasi Paese d’Europa", ha affondato il conduttore. "Si è rivelato una delusione. Pensate se un giocatore del Manchester City o dell’Arsenal rifiutasse di scendere in campo per protesta. Una situazione del genere sarebbe inconcepibile, in Premier League", ha aggiunto.

Cr7 è ai ferri corti non solo con la società ma con tutto il movimento, ma in sostanza, secondo i vertici della massima serie Saudita, deve stare al suo posto.

"Cristiano Ronaldo è stato pienamente coinvolto nell’Al-Nassr fin dal suo arrivo e ha svolto un ruolo importante nella crescita e nell’ambizione del club, come ogni giocatore d’élite, vuole vincere", hanno avvisato i dirigenti della Lega, "ma nessun individuo, per quanto importante, determina decisioni che vanno oltre il proprio club".

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