Il caso Cristiano Ronaldo continua a scuotere la Saudi Pro League. Nonostante sia in condizioni fisiche perfette, il fuoriclasse portoghese ha deciso di prolungare il suo sciopero personale saltando anche la delicatissima sfida contro l’Al-Ittihad, dopo aver già disertato il match contro l’Al-Riyadh.
Anche senza CR7 l’Al-Nassr è riuscito a vincere 2-0 con i gol nel finale di Mané e Angelo. La sua protesta ha trovato il sostegno dei tifosi e durante la partita gruppi di sostenitori di entrambe le squadre hanno esposto striscioni sugli spalti con la scritta "7 Ronaldo" al settimo minuto per mostrare il loro sostegno alla stella portoghese. Insomma il rapporto tra Ronaldo e le autorità calcistiche saudite è arrivato ai minimi storici e si sta trasformando, in una vera e propria prova di forza. Alla base del malcontento ci sarebbe un profondo senso di "tradimento" avvertito da CR7 verso il fondo Pif. Ronaldo accusa i vertici di aver favorito i rivali dell'Al-Hilal allenati da Simone Inzaghi (rinforzati dall'arrivo di Karim Benzema) trascurando invece il mercato dell'Al-Nassr. Entrambe le squadre controllate dal Fondo sovrano saudita e secondo Ronaldo, sarebbe questo a decidere chi di volta in volta favorire. E a quanto pare avrebbe già fatto sapere che è pronto a lasciare l'Arabia Saudita.
Il suo atteggiamento non è piaciuto ai dirigenti della Saudi Pro League, che ha diffuso una nota per confutare tale tesi, sostenendo che "ogni società opera in modo indipendente secondo le stesse regole. Ai club spettano le decisioni su ingaggi, spese e strategie, all'interno di un quadro finanziario progettato per garantire sostenibilità ed equilibrio competitivo. Tale quadro si applica equamente a tutto il campionato". Secondo un portavoce della Saudi League, riportato dalla Bbc, "Cristiano Ronaldo come ogni giocatore d'élite, vuole vincere, ma nessun individuo, per quanto significativo, determina decisioni che vanno oltre il proprio club".
Al momento in casa Al Nassr non è ancora suonato l'allarme rosso anche perché c'è la convinzione che lo sciopero presto finirà: è infatti nell'interesse di Ronaldo stesso giocare per arrivare nella forma migliore possibile ai Mondiali americani di giugno.
Dopo, però, il suo futuro sarà tutto da scrivere e aperto a qualsiasi scenario. Nel suo contratto, che scade nel 2027, c'è una clausola da 50 milioni di euro, con tanti club, quelli turchi su tutti, che hanno già drizzato le antenne in vista della prossima estate.