Anche se il weekend della Serie A è appena iniziato, l’attenzione di molti si è già spostata alle 20.45 di giovedì 26 marzo, quando alla New Balance Arena di Bergamo l’Italia di Gattuso inizierà il cammino nei playoff per conquistare un posto ai mondiali 2026. Le convocazioni dei 28 giocatori che proveranno a superare Irlanda del Nord e la vincente tra Galles e Bosnia Erzegovina hanno già fatto sollevare parecchi sopraccigli. L’ex tecnico del Napoli ha infatti convocato il giovane talento del Cagliari Marco Palestra ma anche un giocatore che non vestiva la maglia della Nazionale da anni, Federico Chiesa. Vediamo quindi le scelte del Ct, le esclusioni eccellenti e come stanno andando questi nuovi arrivati cui si affiderà l’Italia in questi cruciali playoff.
Chi è Marco Palestra, il debuttante
Considerata l’importanza assoluta del ritorno della Nazionale ad un mondiale dopo le ultime due, dolorosissime assenze, pochi si aspettavano che Gattuso, nel cercare di rafforzare il reparto difensivo, guardasse alla Sardegna. La convocazione di Marco Palestra, classe 2005 del Cagliari, ha sorpreso tutti, non solo per la sua giovane età ma anche per il fatto che è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Se da un lato è positiva la volontà della nuova dirigenza dell’Italia di guardare al futuro anche in un momento dove l’unica cosa che conta è segnare una rete in più degli avversari, convocare un calciatore poco più che ventenne è sicuramente un azzardo. Chi segue con regolarità le partite dei rossoblù, invece, non è così sorpreso.
Palestra sta crescendo in precisione, personalità e fiducia nei propri mezzi partita dopo partita. Dopo i passi avanti fatti vedere sotto la guida di Davide Nicola, il giovane difensore esterno sta confermandosi anche con Fabio Pisacane, che lo considera titolare inamovibile. A convincere Gattuso a convocarlo per la prima volta nella nazionale maggiore è sicuramente la sua freschezza fisica, le capacità tattiche ma anche il fatto di essersela cavata bene in diversi ruoli. Questa duttilità tattica potrebbe essere preziosa per rafforzare una linea difensiva che vede alcuni punti fissi come Mancini, Buongiorno e Gatti vivere un momento non ideale di forma. Una scelta sicuramente coraggiosa ma che ci può stare, viste le ultime prestazioni con la maglia del Cagliari.
Il grande ritorno di Chiesa
La necessità di inserire qualcuno al centrocampo in grado di fornire un pizzico di fantasia in più ad un reparto apparso un po’ prevedibile nelle ultime uscite dell’Italia era sentita più o meno da tutti gli analisti ma pochi si aspettavano che Gattuso decidesse di richiamare in azzurro l’ex stella della Juventus Federico Chiesa. L’eroe del trionfo negli Europei del 2021 era uscito dal giro della Nazionale dopo il pesante flop nell’edizione successiva della rassegna continentale ed il complicato trasferimento in quel di Liverpool. Considerato che alla corte di Arne Slot aveva trovato sempre poco spazio, dando origine a voci insistenti di un suo prossimo ritorno nel Bel Paese, molti sembravano dare per certo che Gattuso avrebbe preferito affidarsi a quel Federico Bernardeschi protagonista della vittoria del Bologna nel derby di Europa League con la Roma.
Considerate anche le condizioni non perfette di Sandro Tonali, uscito acciaccato dalla batosta del suo Newcastle in Champions League, convocare Niccolò Zaniolo, che ad Udine sta vivendo una delle stagioni migliori degli ultimi anni, sembrava la strada più sicura. Gattuso ha deciso, invece, di fidarsi delle buone cose fatte vedere da Chiesa negli scampoli che gli ha concesso il tecnico del Liverpool e sulla sua voglia di tornare ad alti livelli. L’ex bianconero potrebbe sicuramente fornire tanta qualità ed imprevedibilità all’attacco, fondamentali per segnare le reti buone per la qualificazione mondiale. La scelta, però, sembra parecchio azzardata.
Tornano in rosa Scalvini e Pisilli
Gattuso ha poi deciso di chiamare per la prima volta da quando siede sulla panchina dell’Italia due giovani talenti che erano rimasti per mesi ai margini della rosa: Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli. Il difensore dell’Atalanta torna a vestire la maglia della Nazionale due anni dopo la sua ultima presenza ma l’assenza è giustificata in parte dal lungo infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per oltre un anno. Il centrocampista della Roma, invece, era stato convocato da Spalletti l’autunno scorso, giocando solo una decina di minuti nel pareggio contro il Belgio in Nations League e beccandosi pure un giallo. Se la scelta di Scalvini è sembrata ragionevole, molti avrebbero visto meglio la convocazione del laterale del Milan Bartesaghi, che è cresciuto molto sotto la guida di Allegri.
Pisilli ha seguito un’evoluzione positiva alla corte di Gasperini ma non sono mancati passaggi a vuoto nelle ultime partite certo non entusiasmanti della Roma. I tanti che caldeggiavano la convocazione di Lorenzo Pellegrini, reduce da una rete con il Bologna o lo stesso Riccardo Orsolini il quale, nonostante non stia vivendo un momento memorabile, è sempre in grado di gettare nel panico le difese avversarie, saranno pronti a giudicare molto severamente le prestazioni del giovane romanista.
Molto meno controversa l’assenza di Guglielmo Vicario, da anni parte del gruppo della Nazionale: il portiere del Tottenham è perseguitato da tempo da un problema alla schiena ed ha appena annunciato che si opererà di ernia nei prossimi giorni. Gattuso ha guardato ancora a Cagliari, convocando Elia Caprile, che si sta confermando come uno dei migliori portieri della Serie A.