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"Ripescare l’Italia? Un’idea di buonsenso. E Trump ha un peso..."

La proposta a Infantino dell’inviato speciale di Donald Paolo Zampolli: "L’Iran è in guerra con gli Usa"

"Ripescare l’Italia? Un’idea di buonsenso. E Trump ha un peso..."
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Paolo Zampolli è molto conosciuto in Italia soprattutto da quando si è insediato Trump alla Casa Bianca e lo ha nominato suo inviato speciale, incaricato per le partecipazioni globali e di occuparsi come alto rappresentante della diplomazia sportiva. È un vecchio amico di Trump e vive da trent'anni in America. Parla con accento newyorkese, mischia parole italiane e parole inglesi, è frenetico. Ieri è tornato alla ribalta proponendo un cambiamento importante nella griglia di partenza dei mondiali di calcio negli Stati Uniti.

Zampolli, mi dica esattamente qual è la sua proposta.

«Semplicissima. Escludere l'Iran dai mondiali, perché è una squadra, ovviamente, non gradita negli Stati Uniti, e far subentrare l'Italia. O in modo diretto, o facendole giocare un girone di qualificazione con qualche altra squadra eliminata».

Ma con quale motivazione?

«Semplicemente usando il buonsenso».

E il buonsenso cosa dice?

«Che l'Iran è in guerra con gli Stati Uniti, è in una situazione di emergenza, ha chiuso lo stretto di Hormuz, non ha senso che partecipi ai mondiali».

A chi ha avanzato questa proposta?

«Al presidente e a Gianni».

Gianni chi?

«Infantino, Gianni Infantino, il presidente della Fifa».

Tocca a lui decidere?

«Non mi intendo di aspetti tecnici. Credo di sì. Comunque sono convinto che la cosa sia realizzabile rispettando le regole. Ci sono dei precedenti in altri tornei. Per capire nel dettaglio la cosa dovrebbe parlare con gli esperti».

Ma lei si è rivolto direttamente a Trump. Trump ha dei poteri?

«No, non credo. Ma il suo parere naturalmente ha un peso. Poi non è che io abbia formalizzato una proposta. Il mio è un suggerimento».

Solo un suggerimento?

«Sì. Che male c'è a suggerire?».

Ha avuto qualche risposta?

«No, ancora no. Ma io a Trump e a Infantino lo ho chiesto solo ieri. Vedremo se rispondono».

Lei ora dov'è?

«A Belgrado. Ho parlato col ministro dello sport e col presidente del Parlamento. Abbiamo grandi progetti sportivi».

In questi giorni ha visto anche il ministro Abodi?

«Sì, a Roma».

Abodi però ha dichiarato che non gli sembra una buona idea, che lui pensa che l'Italia debba qualificarsi sul campo.

«Davvero?»

Si. Anche l'ambasciatrice dell'Iran in Italia ha dato una risposta molto dura. Ha detto che l'Italia vale per i suoi meriti sportivi e che una proposta del genere è espressione del decadimento morale degli Stati Uniti che hanno paura persino di 11 ragazzi iraniani.

«Beh, logico che la proposta non entusiasmi l'Iran»

Però cosa risponde a queste obiezioni?

«Hummmm».

Su, mi dia una risposta

«Forza azzurri! (ride)».

Lei mantiene la sua proposta?

«Sì, sì. L'ha ripresa il New York Times, l'hanno ripresa le televisioni. Del resto credo che prima di me già qualcuno l'avesse accarezzata».

Ma ha qualche possibilità di successo?

«Penso di sì. E penso che se per caso va in porto poi gli italiani mi fanno Papa».

Già, forse però solo gli italiani

«L'Italia è un paese amatissimo nel mondo sportivo. Anzi: nel mondo. Un mondiale senza l'Italia è una cosa triste. La mia proposta risolve un problema».

Con Abodi avete parlato di sport?

«Sì. Di tante iniziative. Anche di come organizzare Casa Italia in occasione delle celebrazioni per il duecentocinquantesimo anniversario degli Stati Uniti».

Avete parlato dei problemi del calcio italiano?

«Solo in modo generico. Però per fortuna è andato via Gravina e ora bisogna fare il nuovo presidente della Figc».

Va bene Malagò?

«Non lo conosco».

Lei chi vorrebbe alla testa della Figc?

«Che domande: Paolo Maldini».

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