Un poker alla Fiorentina - ormai salva dopo il ko della Cremonese - per riaprire la corsa Champions. La Roma è l'unica delle squadre in lotta per un posto nell'Europa più prestigiosa ad aver vinto in questo turno: ora Gasperini è a -1 dalla Juve e a -3 dal Milan, anche se lo svantaggio negli scontri diretti (un pari e una sconfitta con entrambe) potrebbe pesare nel rush finale del campionato. I viaggi a Parma e Verona e il derby con la Lazio sono le tappe conclusive da non fallire per tenere in apprensione i rivali. In attesa di novità sul futuro da Trigoria dove è arrivato Corbin, il figlio minore del patron Dan Friedkin, ieir presente all'Olimpico insieme all'ex romanista Montella, ora ct della Turchia.
Gara senza storia, la sorpresa è non trovare nel tabellino marcatori quel Malen i cui gol stanno alimentando le speranze giallorosse: per l'olandese solo due traverse su altrettanti deviazioni provvidenziale di Ranieri e De Gea. La Roma chiude la pratica già nei 34 minuti con tre difensori: il Mancini abile nei gol di testa (già 14 in serie A, meglio di lui nei pari ruolo solo lo juventino Bremer con 16), il Wesley già arrivato a cinque centri (il più giovane nella stagione in corso dopo il «collega» di reparto Vuskovic dell'Amburgo nei Top 5 campionati europei) e l'Hermoso che imita il Chris Smalling giallorosso del 2019 con una rete e un assist nella stessa partita.
Pisilli, su assist di Malen, mette il sigillo definitivo sempre di testa dopo 13 minuti di una ripresa che aveva registrato un timido segnale di reazione della Fiorentina orfana di Kean (palo del classe 2006 Braschi). Nel finale Dybala riassaggia il prato dell'Olimpico dopo il rientro a Bologna di domenica scorsa. Un'arma in più per la volata finale.