Salernitana, licenziato Paulo Sousa. Filippo Inzaghi torna in Serie A

La società campana ha scaricato il tecnico lusitano affidando la guida della prima squadra all'ex allenatore della Reggina. SuperPippo avrà solo 10 giorni per sistemare una squadra quasi allo sbando prima dello scontro salvezza col Cagliari di Ranieri

Pippo Inzaghi
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La notizia si sussurrava da tempo a Salerno e nel pomeriggio di martedì è arrivata l’ufficialità: la serie di risultati negativi che sono valsi solo tre punti in otto giornate di campionato è troppo negativa per concedere ancora tempo a Paulo Sousa. La società campana ha quindi deciso di esonerare il tecnico lusitano e nominare allo stesso tempo il successore, una vecchia conoscenza della Serie A nonché leggenda del calcio mondiale, Filippo Inzaghi. Ancora una volta, il compito di SuperPippo non sarà affatto semplice: per riprendersi dal penultimo posto in classifica senza nemmeno una vittoria servirà un cambio di rotta quasi immediato. Vedremo se, almeno stavolta, il maggiore dei fratelli Inzaghi riuscirà a far bene anche nella massima divisione.

Una scelta di ripiego?

Che il percorso di Sousa a Salerno fosse vicino alla fine si era capito da tempo ma, fin dalla sconfitta nel fine settimana contro il Monza, non era chiaro quale delle opzioni a disposizione del ds Morgan De Sanctis si sarebbe concretizzata per prima. Si erano anche rincorse voci che vedevano la posizione del dirigente in dubbio o opzioni più o meno fantasiose per prendere il posto di Sousa. Alla fine, però, i vari nomi altisonanti si sarebbero fatti da parte, lasciando posto al tecnico piacentino, rimasto a piedi dopo il caos societario che ha causato l’implosione della sua Reggina. Una volta raggiunto l’accordo, la Salernitana ha emesso un comunicato stringato, annunciando di aver sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra il Sig. Paulo Sousa. Nel ringraziarlo per il lavoro svolto, la Società augura al tecnico le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera”.

Il comunicato continua con l’annuncio “di aver raggiunto l’accordo con il Sig. Filippo Inzaghi e di affidargli a breve la guida tecnica della prima squadra”. A far sollevare qualche sopracciglio e confermare il fatto che all’interno del club campano non tutti sono convinti dal profilo del tecnico, il fatto che il contratto dovrebbe durare solo fino alla fine della stagione. Le ragioni, guardando la carriera di Inzaghi, non mancano di sicuro: dopo aver dettato legge da giocatore, il suo percorso in panchina nella massima serie è stato all’insegna di poche luci e tante ombre.

Dopo il decimo posto al debutto con il suo Milan, che stava vivendo una delle sue stagioni più difficili, al doloroso esonero con il Bologna fino alla retrocessione alla guida del Benevento. Nella cadetteria, invece, le cose sono andate decisamente meglio, sia a Venezia che a Reggio Calabria: gli osservatori più maliziosi stanno insinuando che la proprietà si sta già portando avanti, visto che la coppia Inzaghi-De Sanctis sarebbe perfetta per far bene in Serie B dopo la retrocessione. Ad Inzaghi il compito non semplice di mettere a tacere queste malelingue.

Tanto lavoro, poco tempo

Basta dare un’occhiata alle ultime prestazioni dei granata per rendersi conto che andrà messa a punto da subito la retroguardia, la peggiore della Serie A con ben 17 gol subiti finora. Questo, probabilmente, sarà il problema meno grave per Inzaghi, che da quando ha appeso gli scarpini al chiodo si è rivelato un esperto nella fase difensiva. Sia alla guida del Venezia che durante la cavalcata trionfale del Benevento in Serie B, aveva costruito gran parte dei suoi successi proprio partendo dalla difesa, quasi impenetrabile. Più complicato sarà risolvere il problema dei problemi, una rosa forse non all’altezza del massimo campionato. Dopo le polemiche in estate, quando la rottura col club sembrava totale, Inzaghi dovrà recuperare da subito il rapporto con Boulaye Dia, punta di diamante di un attacco che sembra talvolta in confusione totale.

Dia Salernitana Inter

Senza il suo contributo di gol, strappare la salvezza potrebbe rivelarsi un’impresa davvero improba. Inzaghi avrà pochissimo tempo per implementare le sue correzioni di rotta: a Salerno il 22 ottobre arriva infatti il Cagliari di Ranieri, una partita da sei punti che potrebbe dare il tono al resto della stagione.

Il venerdì successivo, poi, una trasferta da far tremare i polsi, quella a Marassi contro il Genoa dell’amico Alberto Gilardino che ha già fatto piangere parecchie grandi. Tanto lavoro, solo dieci giorni per rimettere in carreggiata una squadra talvolta apparsa allo sbando. Vedremo se Inzaghi saprà partire subito col piede giusto o meno.

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