Avvicinarsi alla partita decisiva per il calcio tricolore dopo l’incidente diplomatico del festeggiamento di Dimarco per la vittoria ai rigori della Bosnia non è sicuramente il massimo. Doversi giocare l’accesso al primo mondiale dal lontano 2014 in un catino infernale è ancora meno ideale, considerato che l’undici di Barbarez è capace di giocarsela contro chiunque, specialmente tra le mura amiche. La Bosnia ha a disposizione un buon numero di giocatori solidi, alcuni dei quali conoscono molto bene la Serie A ma anche un centravanti molto esperto ed un giovane talentuoso che è già nel mirino di molte grandi d’Europa. Vediamo chi sono i giocatori da tenere d’occhio in vista della gara da dentro o fuori di martedì sera alle 20.45.
Edin e Kerim, esperienza e gioventù
Per descrivere cosa è la Bosnia oggi basta la rete che ha portato la squadra balcanica ai calci di rigore contro il Galles. Proprio quando il Principality Stadium inizia a gustare la sfida contro gli Azzurri, Kerim Alajbegovic mette un corner perfetto a rientrare sul quale si avventa Edin Dzeko, che la mette dove il portiere gallese non può arrivare. Diciotto anni l’uno, 40 l’altro ma con record di gol e presenze con la maglia di una delle nazionali più “nuove” del calcio mondiale. Dzeko è uno che l’Italia la conosce come le sue tasche, dopo le tante reti segnate tra Roma ed Inter: a gennaio, dopo una parentesi infelice al Franchi, è volato a Gelsenkirchen dove, con la maglia dello Schalke, sembra rinato. Quando gioca in nazionale, Edin è sempre un pericolo, tanto da aver segnato un gol ogni due partite giocate: la media nelle ultime cinque gare di qualificazione è perfetta, una partita a secco, una da un gol.
Tutt’altra storia per il ragazzino terribile che ha trasformato a sua immagine e somiglianza la Bosnia quando è entrato in campo al 62’. Il classe 2007 è un prodotto della cantera del Bayer Leverkusen che, dopo averlo ceduto al Salisburgo in estate, ha ben pensato di mantenere il diritto di recompra, esercitato proprio dopo la vittoria con il Galles. Da molti viene paragonato allo juventino Yildiz, visto che principalmente gioca sulla fascia sinistra, ha un dribbling secco e un tiro dalla lunga distanza micidiale. Se le sette reti segnate nel campionato austriaco non sono particolarmente impressionanti, i due schiaffi rifilati a gennaio contro il Basilea hanno fatto drizzare le orecchie a molte grandi. Una botta di sinistro ed un missile col destro, entrambi da fuori area: la difesa azzurra farà bene a raddoppiare questo talentuoso giovane che potrebbe, però, entrare a partita in corso come visto contro il Galles.
Gli “italiani” e il pararigori
Almeno in queste qualificazioni mondiali, la vera forza della Bosnia di Barbarez è stata la compattezza del gruppo che, sebbene provenga da molti campionati europei, raccoglie un buon numero di giocatori di talento. Dalla Serie A arrivano due difensori molto solidi, considerati imprescindibili dai rispettivi allenatori: se Kolasinac è un punto fisso nell’undici di Palladino, Grosso si sta fidando sempre di più di Muharemovic. Il 23enne ex Juventus Next Gen starebbe ingolosendo diverse grandi, a partire dall’Inter, che avrebbe bisogno di un centrale mancino alto e solido per rafforzare la sua linea difensiva. Il giovane neroverde se l’è cavato alla grande contro entrambi i componenti della probabile coppia d’attacco dell’Italia: nelle sfide contro Inter e Fiorentina, né Moise Kean né Pio Esposito sono andati a segno. Contro i viola, Muharemovic ha anche segnato una rete e fornito un assist: un precedente che Gattuso farebbe bene a tenere in considerazione.
Se la speranza di tutti i tifosi azzurri è che l’Italia riesca a chiudere i conti prima del triplice fischio, la prospettiva dei rigori è resa molto più complicata dalla presenza di Nikola Vasilj, uno dei pararigori più efficaci del Vecchio Continente. Dopo la parata sul rigore di Williams che ha permesso ad Alajbegovic di segnare la rete della qualificazione, il portiere del St Pauli ha confermato la sua reputazione. Nella scorsa stagione in Bundesliga Vasilj ha parato ben quattro dei cinque rigori che ha dovuto fronteggiare, due dei quali dell’italianissimo Vincenzo Grifo del Friburgo. Quest’anno la percentuale è minore, due su quattro ma questo è più che sufficiente a renderlo il migliore in Europa nelle ultime due stagioni. Tra nazionale e club il suo record è di 9 parate su 30 rigori ma i miglioramenti negli ultimi anni sono innegabili. I precedenti sono tutti a favore degli Azzurri, che hanno vinto quattro delle sei partite giocate finora contro la nazionale balcanica, perdendone solo una ma in una gara secca la Bosnia è capace di tutto, specialmente nel suo fortino.
Uno stadio infernale
La scelta di giocarsi l’accesso al gruppo B del mondiale 2026, dove li attendono Canada, Qatar e Svizzera, in uno stadio di provincia invece che nell’impianto della capitale sembra strana solo per chi non ha messo mai piede nel Bilino Polje. Lo stadio da 15.600 spettatori di Zenica è famoso per essere in grado di creare un’atmosfera infernale ogni volta che ci gioca la nazionale di casa, seguita con devozione assoluta dal popolo bosniaco. Questo impianto in stile inglese, senza pista d’atletica, è un po’ antiquato, visto che è stato costruito nel 1972 ma è considerato il talismano della Bosnia. Il giovane Alajbegovic spiega il perché con poche, secche parole: “si tratta di uno stadio molto, molto rumoroso, uno dei più rumorosi nel calcio internazionale”.
L’impianto olimpico di Sarajevo è più grande ma meno “caldo”, il che spiega perché i giocatori della nazionale balcanica preferiscano lo stadio di Zenica. Se il clima è già stato arroventato dalle polemiche in Bosnia sul video di Dimarco che esulta per la vittoria ai rigori, ad aiutare l’Italia sarà il fatto che l’impianto vedrà la capienza ridotta per le conseguenze degli incidenti avvenuti lo scorso 15 novembre nella partita contro la Romania. Le accuse di discriminazione, razzismo, fuochi d’artificio e mancanza di ordine dentro e fuori lo stadio hanno spinto la Fifa ad imporre una multa di 60.000 franchi svizzeri e la riduzione della capienza del 20%.
Dei quasi novemila posti a disposizione dopo la chiusura di alcune sezioni della curva sud e della gradinata ovest, circa 800 saranno destinati ai tifosi italiani: vedremo quale sarà l’effetto di questo stadio caldissimo sulla determinazione degli Azzurri. La posta in palio difficilmente potrebbe essere più alta.