California: un figlio come Depp Ora il bebè si ordina su misura

L'ossessione del figlio perfetto. L’ultima trovata di una clinica californiana: un catalogo di donatori sosia delle celebrità, da cui selezionare il seme

Dio non gioca a dadi, ma forse guarda i film di Hollywood. E allora nel dubbio la California Cryobank, banca del seme nella terra dei divi, ha creato un catalogo di donatori simili alle star del cinema. Vuoi un figlio come Johnny Depp? C’è il sosia del pirata dei Caraibi. Lo preferisci sofisticato alla Jude Law? Pronto. Basta sfogliare la lista della Cryobank, un nome una garanzia: il Cryo che sa di fantascienza, la bank che chiarisce dove si va a parare, cioè al dollaro.

Ma i genitori sono disposti a pagare qualunque cifra pur di assicurarsi un bebè su misura, capelli biondi o ricci, occhi verdi, nasino all’insù, carnagione, altezza, intelligenza, genio per la musica, talento per la recitazione, magari anche un briciolo di furbizia. D’altronde così ben calcolato, un figlio saprà pur farsi i suoi conti. E allora perché non offrire direttamente gli spermatozoi di un modello appetibile, come quello dell’attore preferito?

Alla Cryobank certe ossessioni le conoscono bene, grazie ai loro 30 anni di «Sperm bank experience», come possono vantare sul sito; poi la vicinanza a Hollywood ha fatto il resto. Ed ecco l’idea: un catalogo di donatori che somigliano ad Antonio Banderas, Keanu Reeves, Ben Affleck, Bruce Willis, Russell Crowe, David Beckham, Tom Cruise, Matt Damon, Raoul Bova. Non c’è garanzia al cento per cento: non è detto che, alla fine, il bebè sia la copia di Johnny Depp. Forse somiglierà di più a Danny De Vito, ma si sa che alla creazione non si comanda. Anche se qualche volta sembra proprio che ci si provi, a costringerla in una direzione ben precisa. In ogni caso i responsabili della Cryobank mettono le mani avanti: «Non sono i nostri clienti ad assomigliare alle star, ma queste ultime ad assomigliare ai nostri donatori».

Niente cause o citazioni per danni, insomma. Anche perché la selezione dei sosia avviene in maniera empirica: ci sono dei giudici, umani, che valutano le varie facce dei candidati. L’elenco è lunghissimo, oltre agli attori ci sono sportivi come Lance Armstrong e Tiger Woods, cantanti come Lionel Ritchie e Justin Timberlake, registi come Quentin Tarantino. Che cosa cercano i genitori a caccia del bimbo star? Non solo caratteristiche fisiche, pare. Ci sono cliniche negli Stati Uniti che già offrono la possibilità di scegliere il sesso del nascituro. Il pioniere è Jeff Steinberg, un medico che gestisce due centri per la fertilità, uno a Los Angeles e uno a New York: lì è possibile decidere se si preferisce un maschietto o una femminuccia e - sostiene Steinberg - presto sarà anche in grado di produrre bebè su misura, a seconda dei desideri estetici di mamme e papà.

Ma la promessa di quel catalogo di nomi famosi sembra essere un’altra. Non c’è solo la ricerca del figlio fisicamente perfetto. C’è l’idea che la celebrità sia un destino scritto in una faccia e il corollario è che, indubbiamente, porti con sé anche la felicità. Una vita senza macchia e senza sbavature. Un’esistenza da sogno. Perché somigli a Tom Cruise o a Ricky Martin. Che sia meglio, per un bambino, e un futuro adulto, sembrare David Beckham o Eddy Murphy. Seguire la loro carriera, imitare le loro esperienze, anche quelle peggiori. Anche se magari sono ricchi, famosi e infelici. Ma quello che conta agli occhi dei genitori è il successo che si collega a quella bocca, quegli occhi, quel naso.

C’è anche chi vuole un figlio come Quentin Tarantino, Robin Williams o Tiger Woods, che non sono belli ma geniali a modo loro. Forse che questi genitori siano più sensibili? O solo più moralisti? Cercano il bebè star, ma con la patente d’intelligenza. Con quel tocco di bizzarria che fa tanto chic. Basta pagare, e l’illusione di controllare il destino finisce nel carrello della spesa. Sigillata in una provetta.

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