Un bombardamento di radioterapia che colpisce il tumore dallinterno. È questo, in sintesi, il nuovo trattamento contro il cancro al fegato messo a punto da Vincenzo Mazzaferro, direttore del reparto di Chirurgia e Trapianto epatico allIstituto nazionale dei tumori di Milano. Una tecnica innovativa che sta dando buoni risultati anche sui pazienti più gravi, a uno stadio avanzato della malattia. Per questo la radioembolizzazione per il tumore epatico è stata inserita nel tariffario sanitario della Lombardia e diventerà accessibile a un numero crescente di pazienti: ovviamente sarà limitata a coloro che presentano un quadro clinico compatibile. La decisione di sostenere i costi è stata presa in base ai risultati preliminari dello studio clinico su una cinquantina di pazienti. La sperimentazione non è ancora terminata ma i primi dati lasciano ben sperare: in media quattro pazienti su cinque rispondono positivamente al trattamento, con un aumento della sopravvivenza di circa 15 mesi.
La terapia consiste nellutilizzo di piccoli granuli o microsfere che contengono un elemento radioattivo e che vengono somministrate direttamente alle cellule cancerose passando attraverso il sangue del tumore stesso. In questo modo si superano tutti i limiti che la radioterapia tradizionale ha sul cancro al fegato. E si può contribuire a preparare i pazienti al trapianto o allintervento chirurgico.
«La Regione Lombardia - spiega Mazzaferro - ci ha dato una grande manifestazione di fiducia e, a poco a poco, stiamo cercando di estendere questo trattamento anche agli altri ospedali lombardi e italiani. Non vogliamo certo tenere per noi le cure che funzionano, come se fossero un patrimonio solo nostro».
Non a caso allIstituto dei tumori sono stati organizzato già i primi corsi per insegnare le nuove tecniche ai medici e per diffondere la cura anche in altri ospedali.
Il tumore al fegato è uno dei carcinomi più difficili da curare. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 12.600 casi di cancro epatico.