Cara madame, qui gatta ci cova

di Al posto di Jean-Louis cambierei domicilio e residenza, puntando verso le Ardenne. Prima però, come avvocato di ufficio, vorrei sincerarmi delle caratteristiche fisiche di madame Monique. Perché c’è un limite a tutto. D’accordo l’articolo 215 del codice civile, d’accordo il giudice severo e rigoroso, d’accordo l’amore che come il pesce dopo un po’ puzza, però finire, ad anni 51, in tribunale per mancanza di rapporti sessuali mi sembra troppo, parbleu. E chi li conta i rapporti medesimi? Chi tiene il registro di letto? Chi controlla le assenze? Che tipo di indumenti intimi indossa madame Monique? Di quali e quante gocce di profumo si cosparge il corpo? Insomma è solo stress, è solo stanchezza o c’è dell’altro, eh? Cara la mia signora? Dopo 21 anni di onorata e odorata carriera si può anche rifiatare, c’è il rischio di sentirsi parenti e non più amanti, si sfiora l’incesto, l’abitudine è una trappola mortale, l’appuntamento erotico del sabato, abbinato alla trasferta Ikea-Ipermercato, è la mortificazione dell’unione, il logorio del sesso moderno. Bisogna essere in due a praticare, qualcuno deve prendere l’iniziativa, non sempre i rappresentanti della mia tribù, suvvia, un po’ di idee, come ai fornelli, altrimenti il precotto risulta indigesto non soltanto a voi. Del resto aveva ragione Flaiano, la donna italiana (a volte) è cuoca in salotto, puttana in cucina e signora a letto. Eppoi ce l’avete rimenata mille volte che il sesso è una fissazione di noi maschi, che non pensiamo che a quello, dal mattino alla sera. E adesso, viene fuori la francese e svergogna l’ex gigolò, un pensionato molliccio, un lombrico astenico. Fermi tutti. È il tempo di reagire perché le donne hanno preso il peggio di noi altri, dal linguaggio, alle posture e adesso invadono anche l’argomento centrale della nostra esistenza, dalla prime polluzioni in poi. Diecimila euro di sesso non pervenuto. Roba da matti. Povero Jean-Louis. Nemmeno un’amante gli sarebbe costata così. E senza ricevuta.
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