Il «Cargo» chiude la stagione E forse il teatro

Il «Cargo» chiude la stagione E forse il teatro

Il trenino parte, ma non si sa se riparte il Cargo. È questa la triste realtà confessata accoratamente da Laura Sicignano, che pur non negando il suo bel sorriso alla stampa, dichiara a cuore aperto le crisi nera del suo teatro. «Peccato che con lo straordinario successo avuto in questa stagione teatrale si debba parlare di chiudere il teatro, ma se non succede qualcosa che porti ad una presa di coscienza da parte delle istituzioni, questo è quello che accadrà dopo il 30 di giugno» così esordisce la Sicignano alla sala conferenze della Fnac di Via XX Settembre in occasione della presentazione dell'ultimo spettacolo della stagione «Donne in guerra» in programma sul Trenino di Casella. «Chi ha risorse superiori riesce a fare fronte ai problemi economici, ma nel nostro caso - continua la Sicignano - la drastica riduzione delle entrate da privati e i cronici ritardi delle erogazioni da parte degli enti pubblici hanno fatto sì che la situazione per noi sia diventata insostenibile. Se poi qualcosa non va come previsto, come una promessa non mantenuta, beh, una struttura già fragile di suo è costretta a cedere le armi».
Insomma, a fine giugno tutti a casa, sia i sei dipendenti che i collaboratori a contratto a tempo determinato. Una struttura leggera con un organico già ridottissimo, ma caparbiamente motivato nel darsi sempre tanto daffare per far decollare quelle idee innovative che hanno sempre caratterizzato l'attività del Cargo. Una realtà che ha dato tanto al Ponente sempre volta all'ottica di una città policentrica, atta a portare cultura teatrale in periferia. Ma le risposte da parte delle istituzioni (quando ci sono) sono deboli, esempio lampante quest'ultimo spettacolo in programma dal 27 maggio al 6 giugno in cui la sovvenzione regionale è stata di soli 2.000 euro a fronte di un costo di 40mila. Non manca comunque l'entusiasmo per la programmazione di «Donne in guerra» che vanta già moltissime prenotazioni. Uno spettacolo in cui si rivive la situazione degli sfollati durante la seconda guerra mondiale, sfollati che si servivano del trenino di Casella per allontanarsi dalla città sotto i bombardamenti e andare a trovar rifugio nell'entroterra. Ecco quindi la storia di 6 donne diversissime tra di loro che raccontano ai viaggiatori le loro realtà e condividono con loro problemi, ansie ed aspettative. Un viaggio che si fa insieme al tramonto, un modo di far teatro confidenziale, in cui non vi è filtro tra pubblico e teatranti. Le sei attrici si spostano dentro le carrozze fra i passeggeri-spettatori rendendoli partecipi delle loro emozioni che sono quelle di memoria collettiva. Ideazione e regia di Laura Sicignano da un testo a 4 mani della stessa Sicignano con Alessandra Vannucci. L'appuntamento è alle 20,30 alla Stazione di Piazza Manin. Riposo lunedì 31 maggio.

Commenti