Casa, le 4 linee-guida del Comune

ALEMANNO «Serve un’assistenza flessibile e più economica dei residence». Visconti: «Per decenni la sinistra ha favorito i soliti noti»

Con gli sgomberi dell’ex Regina Elena e dell’ex Museo della carta il Campidoglio, di concerto con la prefettura, ha lanciato un segnale preciso: d’ora in poi il rispetto della legalità viene prima di ogni altra cosa; quindi non saranno più tollerate soluzioni di forza o azioni illegali. Contemporaneamente, però, il sindaco Alemanno è molto attento ai problemi sociali (al punto che ha nominato un suo delegato - Marco Visconti - per gestire l’emergenza abitativa) e finora sono state trovate soluzioni provvisorie per non abbandonare nemmeno una delle centinaia di famiglie sgomberate.
Finchè sarà aperto il tavolo sull’emergenza abitativa «non sono previsti ulteriori interventi di sgombero di occupazioni abusive - ha garantito il Campidoglio - se non dietro richiesta dell’autorità giudiziaria». Ieri pomeriggio si è tenuto in prefettura il primo incontro con il sindaco, l’assessore regionale alla casa, l’assessore provinciale alle Politiche sociali, rappresentanti dell’Acer, Confedilizia, Federlazio, Legacoop Lazio, Confcooperative Lazio, dei sindacati degli inquilini, al quale hanno partecipato anche rappresentanti dei movimenti per la casa. Dall’incontro sono emerse le quattro linee-guida indicate da Alemanno per affrontare l’emergenza: definizione del fabbisogno di immobili, una manovra sull’Erp, una sull’housing sociale e un sistema più ampio e flessibile per l’emergenza alloggiativa. «Dobbiamo definire - ha spiegato il sindaco - il fabbisogno sia emerso sia potenziale, in modo da darci un target. Abbiamo dato un’indicazione di 30mila alloggi del piano casa, però complessivamente dobbiamo trovare un accordo anche sull’Erp e sull’housing sociale. Va definita quindi una manovra sull’edilizia residenziale pubblica per chi in graduatoria va dagli otto punti in su, che metta a disposizione entro sei mesi-un anno 1.600 nuovi alloggi». «Poi - ha aggiunto - c’è la manovra del piano casa legata all’housing sociale, che è rivolto alla fascia non-Erp, come il ceto medio e le famiglie monoreddito. Si parla di circa 30mila alloggi, una parte dei quali può essere destinata direttamente all’Erp. Serve infine un meccanismo di assistenza alloggiativa più ampio e flessibile in maniera tale che sia possibile aiutare le famiglie in modo più funzionale ed economico dei residence, il cui costo non ci mette in condizione di rendere universale il diritto».
A margine dell’incontro l’assessore comunale alla Casa Alfredo Antoniozzi ha detto che «ci sono circa 250 alloggi pronti subito da acquistare e altri 800 che saranno utilizzabili entro un anno». L’assessore ha parlato di circa 60 alloggi in più pronti subito. «Queste abitazioni saranno destinate - ha spiegato - in parte ai 1.188 nuclei che vantano un punteggio 10 nelle graduatorie fatto salvo un 25% di alloggi che serviranno per alcune famiglie occupanti e per i rifugiati politici». Marco Visconti, invece, ha replicato alle accuse politiche del capogruppo del Pd capitolino Umberto Marroni. «L’emergenza casa - ha spiegato il delegato del sindaco - è un’eredità pesante generata dalle precedenti amministrazioni, come confermato anche da alcune dichiarazioni dei giorni scorsi dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare. Per quattro consiliature consecutive è stato proprio il centrosinistra a produrre solo annunci a effetto e iniziative inopportune come i residence, che gravano sull’amministrazione per oltre 30 milioni euro con contratti capestro fino al 2014».

Commenti

Grazie per il tuo commento