La sinistra continua a serrare le file attorno a Francesca Albanese. La relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi è stata invitata ad una conferenza stampa alla Camera per la presentazione del suo nuovo rapporto, dal titolo "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo". Hanno partecipato i deputati del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, Dario Carotenuto e Carmela Auriemma, il senatore di Avs Peppe De Cristofaro e il deputato del Pd Arturo Scotto.
A Montecitorio, è andata in scena la solita accusa all'Occidente tutto, compreso il nostro Paese, con l'ormai usuale paraocchi sulle cause del conflitto e sui crimini perpetrati dai terroristi di Hamas, i primi - lo ricordiamo - ad esporre la popolazione palestinese ai pericoli e alle sofferenze della guerra, così come sui legami di Albanese con noti membri dell'organizzazione criminale. "Il report mostra come gli Stati, Italia inclusa, siano complici di Israele. E denuncia il doppio standard della comunità internazionale. Il genocidio del popolo palestinese è un crimine collettivo reso possibile dalla comunità internazionale", ha esordito la pentastellata Ascari. "È un onore ospitare alla Camera una voce libera e coraggiosa come quella di Francesca Albanese".
"La Palestina continua a essere distrutta, Gaza è sotto assedio. Il 31 gennaio bambini palestinesi sono morti in seguito di attacchi mirati, mentre altri bambini continuano a morire di freddo. Le pratiche di espropriazione della terra in Cisgiordania continuano a moltiplicarsi. Quello dei coloni è vero e proprio terrore", ha dichiarato la relatrice speciale. "La popolazione della Striscia è obbligata a vivere in tende di fortuna, senza elettricità, cure mediche e accesso al cibo e all'acqua. Il dato di 70mila vittime è oggi confermato anche dalle autorità israeliane, a questi si aggiungono 10mila dispersi. E parliamo solamente delle vittime dirette dei bombardamenti. Nelle ultime settimane 11 bambini sono morti di ipotermia e 500 persone circa sono morte dopo quello che viene definito cessate il fuoco".
Poi, l'affondo diretto contro il nostro Paese. "L'Italia è partner del programma F-35, chiave per i bombardamenti su Gaza, con Leonardo centrale in questa fornitura. L'export di Israele è cresciuto, e l'Unione europea è il primo partner. Noto che tra il 2023 e il 2025 l'Italia ha aumentato gli scambi per circa 100 milioni di euro", ha aggiunto, scagliandosi anche contro quello che ha definito come "un ordine mondiale coloniale" e contro le stesse misure prese contro l'antisemitismo. "Le leggi che strumentalizzano la lotta necessaria contro l'antisemitismo per proteggere dall'esercizio della giustizia uno Stato accusato di crimini gravissimi contro l'umanità, crimini di genocidio, minano le fondamenta dell'ordine democratico e della libertà di espressione", ha affermato, difendendo anche i movimenti pro-Pal di cui è eroina, vittime a suo dire di una "repressione" che altro non sarebbe se non "un'altra forma di sostegno incondizionato a Israele". Dichiarazioni, ovviamente, che non prendono minimamente in considerazione il fatto che le manifestazioni per la Palestina invocano spesso e volentieri lo sterminio degli ebrei e sfociano in violenza.
Albanese, infine, ha avuto da dire anche contro il piano Trump, l'unica vera proposta per la ricostruzione della Striscia e una pace duratura in Medio Oriente. "Il piano di ricostruzione di Donald Trump è scellerato e sta diventando una nuova norma.
Il progetto coloniale da immobilismo a immobiliarismo è un'offesa", ha adetto. "Non si ricostruisce niente su fosse comuni, su una una scena del crimine. Se ci si aspetta un futuro di giustizia, Gaza dovrà diventare il memoriale a tutti i genocidi".