Il generale Roberto Vannacci ha deciso di lasciare la Lega. "Ti voglio bene, ma la mia strada è un'altra", avrebbe detto a Matteo Salvini nel corso di un faccia a faccia avvenuto ieri, nel corso del quale sarebbe stata concordata una separazione consensuale. Tra i due "nessun litigio ma una presa d'atto", sottolineano alcune fonti.
Di questo, salvo ripensamenti dell'ultim'ora, dovrebbe discutere il consiglio federale del Carroccio convocato da Salvini nella sede storica milanese di via Bellerio. Vannacci nei giorni scorsi ha depositato il simbolo di un movimento, "Futuro Nazionale", dunque è tutto pronto per la nuova "casa" del generale e dei suoi fedelissimi.
"Per ora non rilasciamo dichiarazioni". I collaboratori di Vannacci all'Eurocamera si chiudono nel silenzio, mentre il generale è chiuso da questa mattina all'interno del suo ufficio al Parlamento europeo a Bruxelles.
Negli ultimi giorni e nelle ultime ore Salvini e Vannacci si sarebbero visti e sentiti più volte. Fonti parlamentari della Lega confermano il suo addio sottolineando, però, che dovrà essere il generale a formalizzarlo.
Autore del libro auto prodotto "ll mondo al contrario", pubblicato nell'estate 2023 e divenuto un caso nazionale dopo aver raggiunto la prima posizione nelle vendite su Amazon, il generale in breve tempo si era conquistato l'attenzione dei media, fino ad ottenere la candidatura della Lega nelle elezioni europee del 2024.
In attesa del consiglio federale del Carroccio nella Lega c'è un certo nervosismo, al punto che qualcuno arriva a dire che Vannacci dovrebbe anche dimettersi da europarlamentare.
Con quella mossa Salvini mise il "cappello" sui potenziali voti del generale ma, al contempo, spostò a destra il baricentro politico del Carroccio.
Dopo aver ottenuto oltre mezzo milione di preferenze Vannacci è entrato al Parlamento europeo e l'anno dopo, nel maggio 2025, due mesi dopo aver ufficialmente cessato il servizio per l'Esercito (precedentemente era in aspettativa) e aver preso la tessera del Carroccio, è stato nominato vicesegretario federale.