Caso Burlando «Il suo yacht come quello di Tito»

Caso Burlando «Il suo yacht come quello di Tito»

di Massimiliano Lussana

Michele Scandroglio, deputato e coordinatore regionale del Pdl, non perde nemmeno in vacanza la voglia di combattere contro tutto quello che profuma di vecchio potere di sinistra. E, anche dal buen ritiro di Lavagna, leggendo quotidianamente sul Giornale (corsivo quasi superfluo, visto che altrove non si leggono) le gesta del presidente ligure Claudio Burlando, non perde l’occasione per ingaggiare la sua sfida dialettica con il governatore e per mettere altri tasselli alla battaglia per rivedere Sandro Biasotti presidente della Regione.
Ormai, Burlando e Scandroglio sembrano diventati personaggi dei Duellanti di Conrad, che si rincorrono e si attaccano quotidianamente in nome di due concezioni contrapposte della politica. Quella che segue è l’ultima puntata.
Onorevole Scandroglio, ha letto sul Giornale la notizia dello yacht di cui Claudio Burlando ha chiesto l’affidamento alla Regione?
«Certo che l’ho letta! E mi pare che siamo alle barzellette. Mi ricorda molto da vicino il Galeb, la nave di Tito, che fra l’altro fu costruita dai cantieri Ansaldo di Genova».
Ora non esageri. Burlando ieri ci ha spiegato che i suoi scopi sono ottimi: vuole usarla per motivi turistici, come nave scuola, per attività ambientali e scientifiche e di turismo sociale.
«Appunto. Anche il dittatore jugoslavo spiegava che il suo yacth, all’epoca il terzo più grande del mondo, serviva per missioni di pace (...)

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