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Caso Ciocca Bufera nella Lega Reguzzoni attacca Giorgetti

Tutto come anticipato dal Giornale in tempi non sospetti. Nella Lega, si scrisse, siamo alla «guerra per bande». Lo scontro tra aree o correnti diverse e contrapposte sta avendo un’escalation pesante dopo il caso Ciocca, il consigliere regionale lombardo eletto con un record di preferenze (18mila) e poi sfiorato dall’inchiesta sulla ’ndragheta in Lombardia per via di certi rapporti, documentati anche con foto, con il presunto «tributarista delle ’ndrine» Pino Neri, arrestato nel blitz dei giorni scorsi. Ora nella Lega è scattata la corsa a prendere le distanze da Ciocca, corsa che si mescola e sovrappone alle precedenti linee di frattura interne al partito. Così ieri il capogruppo della Lega alla Camera, il varesino Marco Reguzzoni, ha respinto ogni «addebito», spiegando di non aver alcun rapporto con Ciocca e di non esserne affatto il «padrino» politico. La scelta di quella candidatura, spiega Reguzzoni, va attribuita piuttosto alla segreteria provinciale pavese e a quella nazionale lombarda, che fa capo a Giancarlo Giorgetti.

Guarda caso, uno degli «avversari» di Reguzzoni (così raccontano le voci interne). Il caso Ciocca verrà presto sanato, forse in modo radicale. Quel che è certo, è che non basterà questo per risolvere le altre divisioni, sempre più acute.

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