Cassa integrazione più ricca a chi ha figli da mantenere

Contratti di lavoro «territoriali», aperti a tutte le categorie e con premi collegati a produttività e merito. Ammortizzatori sociali per i precari della scuola che quest’anno non si sono visti riconfermare la cattedra, e non possono contare sul «paracadute». E cassa integrazione più consistente per chi ha famiglia, e quanto più è allargata. Il cosiddetto «quoziente familiare». Tre proposte per essere «più vicini alle persone messe in difficoltà dalla crisi economica» (e già condivise ieri con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi) che il presidente della Regione Roberto Formigoni ha lanciato dal palco del Meeting di Rimini. E su cui da metà settembre avvierà un percorso con parti sociali e imprese: la lettera d’invito al Pirellone è già partita, «non parole ma fatti». Dall’inizio: la contrattazione decentrata è un esperimento che la Regione ha lanciato già due anni fa per far fronte alla carenza di infermieri in Lombardia. «L’accordo che abbiamo trovato con i sindacati - ricorda Formigoni - mette a disposizione dei nostri infermieri un incentivo differenziato a seconda della produttività, che va dai 500 ai 1.290 euro all’anno in più rispetto ai colleghi nazionali». Ora si tratta di replicare il modello a tutte le imprese che ci stanno, tenendo conto che «il costo della vita in Lombardia e in particolare nelle grandi città è alto». Dice un secco no alle gabbie salariali («uno strumento vecchio e dirigista»), la Regione offre piuttosto assistenza e aiuto a datori e sindacati che «nel rispetto del libero confronto» decideranno di avviare una percorso di contrattazione territoriale, dando più soldi ai lavoratori in funzione della produttività e del merito. Il Pirellone darà vita a una «dote impresa», che prevede più risorse per formazione o riqualificazione dei dipendenti.
Può già contare sull’appoggio della Uil «pieno e deciso in Lombardia, ma anche in sede nazionale», assicura Claudio Negro della segreteria lombarda, la proposta formigoniana degli ammortizzatori sociali per i precari della scuola. Il governatore anticipa che lavorerà a un accordo con Sacconi e con il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: «I precari della scuola non hanno protezione, per i supplenti l’incertezza del reddito è penalizzante».
Potrebbe essere distribuita invece non solo sotto forma di assegni, ma anche di voucher o buoni per servizi, l’integrazione degli ammortizzatori su cui ragiona il Pirellone, che chiede di introdurre il quoziente familiare tra i criteri di erogazione. Anche su questo il confronto con Sacconi è già partito, per ottenere fondi dal governo, ma garantisce, «la realizzeremo comunque». «Aprirò un confronto con le parti sociali e poi farò una proposta al ministro per integrare sperimentalmente il nostro accordo Stato-Regioni con l’introduzione del quoziente familiare. Ci facciamo carico dell’eventuale reperimento di risorse in più». Precisa che «nulla verrà tolto a quanto spetta ai single, ma non è la stessa cosa se resta temporaneamente o per periodi lunghi senza lavoro chi ha a carico un’intera famiglia. Reperiremo le risorse necessarie ad aumentare la loro cassa integrazione, e tenendo conto dell’ampiezza della famiglia». Dopo la Uil, applausi anche dalla Cisl: «Pronti ad aprire un dibattito su questi temi» garantisce il segretario lombardo Gigi Petteni.

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