Cassinelli, il vero «talent scout» del nostro centrodestra

(...) scouting, andando a cercare addirittura i nomi dei candidati liberali alle elezioni scolastiche dell’anteguerra e, una volta trovato il nome di Musso (segnalato anche dall’allora caporedattore del Lavoro-Repubblica Franco Manzitti), lo sottopose a Scajola e a Berlusconi. Che se ne innamorarono, candidandolo con successo prima come candidato sindaco e poi come capolista della lista bloccata per il Senato. Buon acquisto e valore aggiunto.
Negli ultimi tempi, poi, Cassinelli - anche sottoposto alle cure di Scandroglio, che non è certo uno che gioca con le delicatezze, proprio come richiesto dalla politica - è diventato anche un peluche con gli artigli. Come il coniglietto di Coccolino di fuori, ma con il coraggio esternatorio di un leone furioso. E l’ha dimostrato anche nelle ultime interviste: prima al Giornale, al nostro Diego Pistacchi, quando ha spiegato che a Genova la linea del Pdl era tutta sbagliata e tutta da rifare e che non si vive di solo Terzo Valico, ma anche e soprattutto di buche nelle strade. Fra l’altro, il primo - nonostante le promesse del governo Berlusconi - continua a non esserci. E le seconde - nonostante le promesse della giunta Vincenzi - continuano ad esserci.
E poi, ultimamente, Roberto ha indossato i panni (XXL, nel suo caso) del buttafuori, in un’intervista al Secolo XIX in cui ha messo in guardia le «primedonne» Musso e Biasotti. È chiaro che Sandro ed Enrico sono dei fuoriclasse del centrodestra, ma è altrettanto chiaro che - vedendola dal punto di vista del Pdl - non è possibile essere parlamentari a Roma (cooptati, non scelti con le preferenze) «in quota Forza Italia» e contemporaneamente sostenere altre liste o iniziative alternative al Pdl a Genova. A mio parere, ad esempio, gli arancioni erano una straordinaria risorsa, come dimostrò soprattutto il risultato alle comunali, quando furono parte determinante nell’ottimo risultato di Musso, nonostante non fosse candidato Biasotti in prima persona, e forse sono stati annacquati nel Pdl troppo in fretta.
Insomma, Cassinelli c’è. C’è sempre. E cresce (oltre a lievitare, quando non è a dieta, come dimostra la bellissima foto del gazebo di sabato in cui occupa mezza scena) in continuazione. Tanto da essere uno dei leader riconosciuti del Pdl, insieme ai fuoriclasse Musso e Biasotti, al coordinatore Scandroglio, all’uomo del sociale Vinai, agli acchiappavoti Rosso e Della Bianca (e Garibaldi e Bagnasco in provincia) e a tutto il popolo della libertà.
Popolo importantissimo e vera ricchezza del Pdl. Popolo non necessariamente con la maiuscola, anzi.

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