Il Cavallino s’è azzoppato. Alonso e Massa anche

9 HAMILTON
Primo. Ne ha passate così tante, nei pochi anni fin qui trascorsi nel mondiale F1, che ormai è un veterano di battaglie e polemiche e accuse. Per cui la sua lenta e proficua risalita nelle zone alte della classifica, il suo lento e riuscito testa a testa in campionato e in gara con il ben più ingombrante del previsto compagno Button meritano 10 soprattutto dopo una vittoria. Ma non avrebbe vinto senza il patatrac Red Bull, dunque vada per un voto in meno.
10 BUTTON
Secondo. Jenson il dieci lo acchiappa perché è decisamente meno veloce di Lewis e di molti, parecchi altri suoi colleghi, però è furbo, astuto, sorridentemente scafato. Insomma, è un piacevolissimo figlio di... che ieri ci ha provato e prima Hamilton in pista e poi il team via radio gli hanno fatto capire che stavolta non era il caso. Stavolta...
3 WEBBER
Terzo. L’antipaticone australe ha confermato due cosine. La prima: è più veloce di quanto avessimo mai pensato (in proposito, il mea culpa è già stato recitato nelle precedenti pagelle); la seconda: è meno veloce di Vettel. In aggiunta: il team Red Bull lo sta solo tenendo buono ma punta, per il titolo, su Vettel. Il tentativo di sorpasso del tedeschino ne è la riprova: aveva l’ok per farlo. Ma non lo aveva da Mark che ha capito l’andazzo.
7 SCHUMACHER
Quarto. Bella partenza, sorpasso su Button, contro sorpasso dell’inglese «perché lui molto veloce, io non potere resistere...». Domanda: caro Michael, per quale diavolaccio di un motivo ora parli italiano e prima no? Macché 7, retrocesso a 4!
5 ROSBERG
Quinto. Non pervenuto. Nel senso che era laggiù immerso nel trenino Mercedes-Renault-Ferrari ad annoiarsi. Però Schumi l’ha battuto.
6 KUBICA
Sesto. Anche lui nel trenino e a tener dietro il povero Massa. A maggior ragione da quando ha compreso che dovrà attendere un anno in più per tornare a sperare in un volante rosso.
6 MASSA
Settimo. Partito settimo, arrivato sesto per merito del ritiro di Vettel. Dirà: «Gara durissima, gara dove non c’era possibilità di passare, nessuna chance, avevamo tutti lo stesso passo...». Tutti nel senso di Mercedes e Renault e Ferrari. Per il momento i big sono lontani. «Dobbiamo lavorare» ripete, perché la McLaren ha vinto, anche se con un po’ di fortuna, «però sono cresciute tanto e noi dobbiamo tornare là con loro».
6 ALONSO
Ottavo. A quattro giri dalla fine il sorpasso con ruotata alla Renault di Petrov. Rischio, spettacolo, show come fra Vettel e Webber, come fra Hamilton e Button. Solo che qui si lottava per l’ottavo posto. Due punti meglio che one fa capire Fernando, «speriamo servano a fine stagione, è stata una gara difficile, sempre dietro ad altri, mai veloci abbastanza. Ora mi auguro di tornare a lottare per il podio, perché siamo ancora in corsa... Certo, siamo indietro, qui sia io che Felipe eravamo al livello delle Renault (con tutto il rispetto per il mio ex team). Adesso arriva il Canada dove porteremo degli aggiornamenti e poi Valencia dove avremo molte cose nuove... Quanto agli scontri fra compagni in Red Bull e McLaren «una cosa è certa: noi siamo il team più unito».
6 VETTEL
Ritirato. Se fai il pilota di F1 e sai di essere l’uomo su cui la squadra punta e sai che sei più veloce e sai che anche in pista, in quell’esatto momento, sei più rapido del tuo compagno, e sai che il team sa che la tua macchina può essere spremuta ancora un filino allora ci provi. Mica pettini le bambole. Certo, poi scopri di non sapere tutto ciò che passa per la testa del tuo compagno...

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