Lo stress test della sicurezza pre Olimpica sotto la Madonnina è previsto per giovedì. Quando, nel giorno dell'arrivo in città della torcia dopo una mattinata tra Sesto San Giovanni, Rho e San Donato Milanese e lungo un percorso dove sono previste contestazioni, resta ancora un'incognita poco piacevole quel che potrebbe succedere. L'allarme è partito da giorni con il tam tam sui social dell'area dell'antagonismo meneghino che si appresta ad accogliere frange di militanti anarchici provenienti da Torino, da Bologna, dal Trentino, ma anche dalla Svizzera, dalla Francia e dalla Germania. Gente che potrebbe minare con blitz ad alto impatto il percorso della fiaccola tra il braciere dell'Arco della Pace e lo stadio Meazza. Oppure utilizzare diversivi per colpire le sedi dei principali sponsor (Leonardo, Eni, Coca Cola) e partner come Webuild.
Tutto questo giovedì. E mentre a mezzogiorno, al Villaggio Olimpico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si appresterà a visitare, per inaugurarlo, il Murales della Tregua Olimpica mentre in serata, a partire dalle 19, alla Fabbrica del vapore parteciperà al primo vero stress test della sicurezza milanese pre olimpica, ovvero la cena di gala insieme a 800 invitati tra capi di Stato e di governo, reali e membri della Famiglia Olimpica. Poi si passa a sabato, con il corteo dei diecimila da Porta Romana e lo spettro dei recentissimi fatti accaduti a Torino.
Da ieri, con le delegazioni straniere già in città insieme alle loro security, il piano di sicurezza per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina ha avuto il suo inizio ufficiale. Con protocolli di sicurezza innalzati alla soglia massima già dall'alba.
Il centro della città non sarà meno blindato dei siti olimpici dove sono state istituite aree di filtraggio a tre cerchi concentrici - area di massima sicurezza, riservate e di rispetto - sorvegliate da oltre ottocento telecamere di cui più di 500 sono state installate all'Ice Park di Rho, più di 160 allo stadio Meazza, un centinaio al Forum e 18 dentro e intorno al Villaggio Olimpico.
Sotto la Madonnina, la Polizia di Stato ha messo in campo un articolato dispositivo di sicurezza che vede impegnati in prima linea artificieri, addetti alla sicurezza e prevenzione delle aree deputate ai giochi olimpici, effettuando bonifiche e, all'occorrenza, contrastare ogni pericolo. E naturalmente le unità cinofile impiegate in ordine pubblico e vigilanza, ma anche in funzione antidroga, antiesplosivo, ricerca e soccorso, sia in superficie che sotto macerie.
Intanto ieri, in centro, tra Palazzo Marino e la Scala, dove a piedi gli ospiti per cerimonie e cocktail (mille persone in tutto) e dove cinofili e artificieri erano già all'opera da domenica, si sono viste anche squadre di tiratori scelti e quelle di pronto intervento.
Da sabato l'Hotel Gallia è l'enclave extraterritoriale statunitense, in attesa dell'arrivo del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio previsto per giovedì.
Casa Usa si è installata all'Aethos di piazza XXIV Maggio, ma il contingente occuperà più di una struttura tra hospitality e federazioni, moltiplicando i possibili bersagli.
Cui vanno aggiunti gli Olympic Family Hotel ufficiali, dal Westin Palace dedicato al Cio e ai suoi membri, teste coronate comprese (le principesse Margherita d'Olanda, Vittoria di Svezia, Haya di Giordania e Astrid del Belgio, la Granduchessa María Teresa Mestre di Lussemburgo, il Principe Alberto di Monaco), al Principe di Savoia, fino al NH Touring di via Tarchetti e Hilton di via Galvani, casa di Wada (World anti doping agency) e del Tribunale sportivo internazionale.