La bufera giudiziaria su San Siro è esplosa ieri mattina e ha subito incendiato Palazzo Marino. Perquisizioni della Guardia di Finanza in Comune, alla M-I Stadio e nelle case di nove indagati. L'accusa è che il Comune abbia cucito su misura la cessione dello stadio e delle aree a Inter e Milan.
Fonti vicine al sindaco parlano di "ennesimo attacco a orologeria" contro l'amministrazione. Nel tardo pomeriggio parla per tutti Beatrice Uguccioni, capogruppo del Pd in Comune: "A differenza di altre forze politiche che provano a strumentalizzare elettoralmente le inchieste, come gruppo Pd non siamo soliti commentare le indagini della magistratura, d'altra parte non ne conosciamo il merito - dichiara -. Aspettiamo l'esito, nel rispetto dei ruoli, fino a prova contraria della buonafede e del lavoro di tutti, con l'auspicio che si risolva tutto in tempi ragionevoli. Rileviamo il lavoro svolto in questi anni dal Consiglio comunale, nell'interesse di Milano, affinché il progetto sullo stadio mantenesse le prescrizioni volute e votate dall'Aula sui limiti di edificabilità e sulla massima riduzione dell'impatto ambientale dei lavori. Tutte questioni che come Gruppo abbiamo intenzione di monitorare anche nelle fasi successive di sviluppo".
A sinistra Avs e Verdi alzano il tono. Il capogruppo di Europa Verde Tommaso Gorini attacca: "Era prevedibile, la vendita è sempre stata opaca. San Siro andava ristrutturato, non regalato ai club con le aree edificabili".
Il centrodestra si fa avanti innanzitutto con Silvia Sardone della Lega che attacca duro: "Sala e la sua giunta hanno favorito Inter e Milan da anni. Ora emergono le prove". Mentre Matteo Salvini twitta: "Milano non può essere ostaggio di un sindaco indagato e di una Procura che colpisce quando vuole".
Forza Italia prende le distanze. Il capogruppo Manfredi Palmeri dichiara: "Abbiamo sostenuto la vendita per senso di responsabilità verso la città, ma se ci sono reati chi deve pagare paghi".
Fratelli d'Italia parla di "sistema Sala" e chiede una commissione d'inchiesta in Consiglio comunale. Il capogruppo Riccardo Truppo attacca: "Alla luce delle informazioni emerse nelle ultime ore e delle evidenze che sempre di più hanno messo in chiaro l'azzardo politico nell'aver privato il Comune di Milano della proprietà dello stadio e dell'area annessa, è opportuno valutare in autotutela l'annullamento della delibera di cessione al fine di eliminare alla base ogni conseguenza pregiudizievole della vicenda a tutela degli interessi sia dei milanesi che dei privati che ora si ritrovano coinvolti in una iniziativa amministrativa nata male e conclusasi peggio". E Riccardo De Corato rincara la dose: "È arrivato il momento che il sindaco vada a casa".
Significativo l'intervento su Fb di Pietro Tatarella (nella foto a sinistra): "Lasciamo al movimento 5 stelle chiedere le dimissioni di Sala perché la politica non si fa sulla cronaca giudiziaria. Poi fa niente se Conte e la Schlein si metteranno comodi intorno a un tavolo, spero per loro più stabile dei banchi a rotelle, per sancire l'alleanza del campo largo perché in fondo la coalizione non si regge sui valori e sul programma ma solo sulla volontà di tornare al potere a qualsiasi costo".
Anche in Regione Lombardia il centrodestra non risparmia le
critiche. Il governatore Attilio Fontana (nella foto a destra) commenta: "Questa indagine dimostra che la gestione del centrosinistra è fallimentare. San Siro doveva restare pubblico, invece è diventato un affare privato".